A Crotone nasce un innovativo progetto di blsd inclusivo per persone cieche e ipovedenti

Autore Redazione Web | sab, 17 ott 2026 09:40 | Crotone Blsd-Inclusivo Progetto Ipovedenti

La formazione al primo soccorso abbatte le barriere della disabilità visiva


Le mani possono salvare una vita, anche quando gli occhi non possono vedere. È questo il messaggio che ha accompagnato “TOCCA LA VITA® – Le mani possono salvare. Sempre”, l'innovativo progetto di formazione BLSD-PBLSD dedicato alle persone cieche e ipovedenti, realizzato il 15 ottobre a Crotone attraverso una significativa collaborazione tra sanità pubblica, formazione specialistica e associazionismo.

L'iniziativa, promossa da SIMEUP Crotone, dall'UOSD Oculistica dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone e dall'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – Sezione Territoriale di Crotone, ha rappresentato un'importante esperienza di formazione accessibile, ponendo al centro l'autonomia, le capacità individuali e la partecipazione attiva delle persone con disabilità visiva.

Il corso, svoltosi presso la sede territoriale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, in via Mario Nicoletta 77, è stato strutturato per consentire ai partecipanti di acquisire conoscenze e competenze relative al riconoscimento delle emergenze, alla rianimazione cardiopolmonare nell'adulto e in età pediatrica e all'utilizzo del defibrillatore automatico o semiautomatico esterno (DAE).

Un progetto che supera il significato tradizionale della formazione sanitaria e introduce una riflessione più ampia sul concetto di inclusione sociale.

L'INCLUSIONE DIVENTA CONCRETA: DA PERSONE DA SOCCORRERE A POTENZIALI SOCCORRITORI

Alla base di TOCCA LA VITA vi è un principio tanto semplice quanto rivoluzionario: la disabilità visiva non deve rappresentare una condizione di esclusione dall'apprendimento delle manovre salvavita.

Le persone cieche e ipovedenti vengono spesso considerate prevalentemente come destinatarie di assistenza. Il progetto propone invece un cambiamento di prospettiva, riconoscendo loro la possibilità di acquisire competenze utili per prestare aiuto agli altri, nelle condizioni che consentano di operare in sicurezza.

Un passaggio culturale importante, che valorizza la persona non attraverso i suoi limiti, ma attraverso le sue potenzialità.

La formazione diventa così uno strumento di autonomia, responsabilità e cittadinanza attiva.

L'obiettivo non è negare le difficoltà che una persona con disabilità visiva può incontrare durante un'emergenza, ma sviluppare metodologie di insegnamento capaci di rendere accessibili conoscenze e procedure generalmente trasmesse attraverso dimostrazioni visive.

Attraverso il tatto, l'ascolto, l'orientamento e la ripetizione delle manovre, i partecipanti sono stati coinvolti in un percorso che ha consentito loro di avvicinarsi concretamente alle tecniche di primo soccorso.

UNA SINERGIA TRA SANITÀ, FORMAZIONE E ASSOCIAZIONISMO

Il progetto è nato grazie a un importante lavoro di collaborazione tra diverse professionalità e istituzioni, che hanno contribuito alla realizzazione di un modello formativo attento alle esigenze delle persone con disabilità visiva.

Un ruolo fondamentale è stato svolto dall'UOSD Oculistica dell'ASP di Crotone, diretta dal dott. Gennaro Crugliano, che ha sostenuto l'iniziativa riconoscendone il valore sanitario, educativo e sociale.

La partecipazione della struttura specialistica rappresenta una visione dell'assistenza sanitaria che non si limita alla diagnosi e al trattamento delle patologie oculari, ma si estende alla promozione dell'autonomia, al miglioramento della qualità della vita e all'integrazione sociale delle persone.

Tra i promotori del progetto figura Daniele Ermanno, che ha contribuito alla sua realizzazione in una duplice veste professionale: da una parte, come Coordinatore delle Professioni Sanitarie dell'UOSD Oculistica dell'ASP di Crotone; dall'altra, come Formatore Nazionale SIMEUP.

Questa doppia competenza ha favorito l'integrazione tra gli aspetti sanitari, organizzativi e formativi, consentendo di sviluppare un percorso didattico che tenesse conto delle specifiche necessità dei partecipanti e della corretta applicazione delle tecniche di primo soccorso.

Per SIMEUP Crotone, il progetto ha visto il coinvolgimento del dott. Giovanni Capocasale, Direttore del corso, e della dott.ssa Anna Maria Sulla, che hanno contribuito alla definizione e alla realizzazione delle attività formative.

Fondamentale la collaborazione con l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – Sezione Territoriale di Crotone, che ha partecipato attivamente al progetto, contribuendo a individuare le esigenze di accessibilità e a favorire un approccio didattico rispettoso delle caratteristiche e delle capacità dei discenti.

La collaborazione tra queste realtà ha rappresentato uno degli elementi più significativi dell'intera esperienza, dimostrando come l'unione tra competenze sanitarie, esperienza formativa e conoscenza diretta delle esigenze delle persone con disabilità possa generare progetti innovativi e di grande valore sociale.

UN ISTRUTTORE, UN DISCENTE, UN MANICHINO E UN DAE: IL MODELLO DIDATTICO INDIVIDUALIZZATO

Uno degli elementi distintivi di TOCCA LA VITA è stato il rapporto didattico adottato durante le esercitazioni pratiche.

Per ogni discente è stato previsto un istruttore dedicato, un manichino per la rianimazione cardiopolmonare e un DAE trainer.

Una scelta metodologica precisa, finalizzata a garantire un apprendimento individualizzato, nel quale ciascun partecipante potesse disporre del tempo necessario per conoscere i dispositivi, comprendere le procedure ed esercitarsi con continuità.

Il rapporto diretto tra istruttore e discente ha consentito di adattare le spiegazioni, utilizzare un linguaggio descrittivo appropriato, accompagnare l'esplorazione tattile dei materiali didattici e verificare progressivamente la corretta esecuzione delle manovre.

La disponibilità di un manichino individuale ha permesso ai partecipanti di familiarizzare con i punti di riferimento anatomici, individuare il centro del torace e apprendere le tecniche di compressione attraverso la ripetizione e il controllo diretto dell'istruttore.

Analogamente, l'utilizzo di un DAE trainer dedicato ha consentito di esplorare il dispositivo, riconoscerne i componenti, ascoltarne le istruzioni vocali e comprendere le principali fasi operative del suo utilizzo.

Un'impostazione che ha permesso di superare i limiti della didattica tradizionale, generalmente fondata sull'osservazione delle dimostrazioni dell'istruttore. Il modello uno a uno rappresenta una delle innovazioni metodologiche più importanti dell'iniziativa, perché pone al centro le esigenze del singolo partecipante e valorizza l'apprendimento attraverso il tatto, l'ascolto e l'esperienza pratica.

GLI AUSILI TATTILI E LA PREPARAZIONE SPECIFICA DEGLI ISTRUTTORI

La realizzazione di un corso realmente inclusivo ha richiesto un importante lavoro preparatorio.

Gli Istruttori Nazionali SIMEUP coinvolti hanno infatti svolto un periodo di formazione e preparazione dedicato all'adattamento delle metodologie didattiche alle esigenze delle persone cieche e ipovedenti.

Un percorso necessario per sviluppare modalità comunicative appropriate, strategie di orientamento tattile e tecniche di insegnamento capaci di rendere comprensibili le procedure anche in assenza di riferimenti visivi.

Durante la formazione sono stati impiegati ausili didattici specifici, simulatori e strumenti di addestramento, valorizzando l'esplorazione tattile e le indicazioni verbali strutturate.

L'istruttore è stato chiamato a descrivere con precisione ogni fase della procedura, guidare il riconoscimento dei punti di riferimento anatomici e accompagnare il discente nell'apprendimento delle manovre, rispettandone le esigenze individuali.

Una metodologia che richiede non soltanto competenze tecniche nel BLSD e nel PBLSD, ma anche capacità comunicative, sensibilità e una specifica preparazione pedagogica. Il percorso preparatorio degli istruttori rappresenta quindi un ulteriore punto di forza del progetto e costituisce una base importante per un suo possibile sviluppo futuro.

GLI ISTRUTTORI NAZIONALI SIMEUP PROTAGONISTI DELLA FORMAZIONE

La giornata ha visto la partecipazione di un gruppo di professionisti che ha messo a disposizione competenze, esperienza e disponibilità per garantire un percorso di apprendimento personalizzato.

Accanto al dott. Giovanni Capocasale, Direttore del corso, alla dott.ssa Anna Maria Sulla e a Daniele Ermanno, Formatore Nazionale SIMEUP, hanno preso parte alle attività gli Istruttori Nazionali Filippo Mungo, Davide Messina, Roberto D'Aguì, Gaetano Nicoletta, Giuseppe Ermanno, la dott.ssa Federica Sacco e la dott.ssa Annalisa Fregola.

Un lavoro di squadra che ha consentito di offrire ai partecipanti un rapporto diretto e continuo con i formatori, valorizzando le specificità individuali e favorendo il coinvolgimento attivo nelle esercitazioni.

La professionalità degli istruttori e la loro capacità di adattare la comunicazione e la didattica hanno rappresentato un elemento essenziale per la riuscita dell'iniziativa.

MANUALE BRAILLE E AUDIOLIBRO: L'ACCESSIBILITÀ CONTINUA ANCHE DOPO IL CORSO

Tra gli aspetti più significativi di TOCCA LA VITA vi è la realizzazione di materiali didattici accessibili, sviluppati attraverso il lavoro in sinergia tra le realtà coinvolte. Il progetto ha previsto la predisposizione di un manuale dedicato alla formazione BLSD-PBLSD in Braille e di un audiolibro, con l'obiettivo di rendere i contenuti consultabili anche al di fuori delle lezioni.

Il manuale Braille rappresenta uno strumento importante per le persone che utilizzano questo sistema di lettura, consentendo un accesso diretto e autonomo alle informazioni.

L'audiolibro, invece, offre la possibilità di ascoltare e ripassare i contenuti attraverso un supporto sonoro, favorendo il consolidamento delle conoscenze.

La disponibilità di entrambi gli strumenti risponde alla necessità di garantire differenti modalità di accesso ai contenuti, nel rispetto delle caratteristiche e delle preferenze dei partecipanti. L'accessibilità non è stata quindi considerata un elemento aggiuntivo, ma una componente fondamentale del progetto fin dalle sue prime fasi di realizzazione.

Un lavoro che potrà rappresentare un importante punto di partenza per lo sviluppo di materiali didattici condivisi e per la diffusione di percorsi di formazione BLSD sempre più accessibili.

IL SOSTEGNO DEL COMUNE DI CROTONE: L'ASSESSORE MARIA LUCIA COSENTINO SOTTOLINEA IL VALORE SOCIALE DEL PROGETTO

All'iniziativa ha preso parte anche l'assessore alle Politiche Sociali del Comune di Crotone, dott.ssa Maria Lucia Cosentino, che ha portato i saluti del Sindaco e dell'Amministrazione comunale.

Nel suo intervento, l'assessore ha espresso apprezzamento per il progetto, evidenziandone il valore sociale e la capacità di promuovere nuove opportunità di partecipazione per le persone con disabilità.

L'Amministrazione comunale ha riconosciuto l'importanza di sostenere iniziative capaci di favorire l'inclusione, l'autonomia e la valorizzazione delle capacità individuali, confermando il proprio sostegno attraverso il patrocinio dell'evento.

L'assessore ha inoltre richiamato l'attenzione sul ruolo delle istituzioni nel promuovere politiche sociali attente alle esigenze delle persone, sottolineando il valore della collaborazione con le associazioni e con le realtà professionali impegnate quotidianamente sul territorio.

La presenza istituzionale ha conferito ulteriore rilievo all'iniziativa, riconoscendola non soltanto come un percorso di formazione sanitaria, ma anche come un progetto capace di contribuire alla costruzione di una comunità più inclusiva.

DA CROTONE VERSO UN MODELLO NAZIONALE DI FORMAZIONE INCLUSIVA

L'esperienza di TOCCA LA VITA non è stata concepita come un'iniziativa destinata a esaurirsi in una singola giornata.

L'obiettivo dei promotori è quello di valorizzare il percorso sperimentato a Crotone, sviluppando un modello didattico che possa essere progressivamente esteso ad altre realtà territoriali.

La prospettiva è quella di partire dalla Calabria per arrivare, attraverso le necessarie collaborazioni, a una possibile diffusione nazionale del progetto.

Tra gli sviluppi futuri figurano la definizione di metodologie didattiche condivise, la preparazione specifica degli istruttori BLSD-PBLSD per l'insegnamento alle persone cieche e ipovedenti, l'aggiornamento dei materiali accessibili e la possibilità di coinvolgere ulteriori sezioni territoriali dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

Un ruolo importante potrà essere svolto anche dalla collaborazione con altre strutture sanitarie, società scientifiche e centri di formazione interessati a promuovere percorsi dedicati all'accessibilità.

Il progetto sviluppato a Crotone potrebbe così rappresentare una base sulla quale costruire una metodologia formativa strutturata, capace di integrare le competenze del primo soccorso con strumenti didattici adeguati alle esigenze delle persone con disabilità visiva.

L'ambizione è quella di trasformare un'esperienza locale in un modello di formazione inclusiva replicabile su scala nazionale, nel quale l'accessibilità diventi parte integrante della qualità didattica.

UN RINGRAZIAMENTO A TUTTI I PROTAGONISTI

Al termine della giornata, SIMEUP Crotone ha espresso un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto.

Un riconoscimento particolare al dott. Gennaro Crugliano, Direttore dell'UOSD Oculistica dell'ASP di Crotone, e a Daniele Ermanno, per il lavoro svolto nel favorire la collaborazione tra le realtà coinvolte e contribuire allo sviluppo dell'iniziativa.

Un ringraziamento al dott. Giovanni Capocasale, Direttore del corso, alla dott.ssa Anna Maria Sulla e all'intera squadra degli Istruttori Nazionali SIMEUP, per la professionalità, l'impegno e la sensibilità dimostrati.

Fondamentale il contributo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – Sezione Territoriale di Crotone, per la preziosa collaborazione e per il ruolo svolto nella realizzazione di un percorso accessibile.

Un ringraziamento al Comune di Crotone e all'assessore alle Politiche Sociali, dott.ssa Maria Lucia Cosentino, per il sostegno istituzionale e l'attenzione al significato sociale dell'iniziativa.

Ma i veri protagonisti della giornata sono stati i partecipanti, che con interesse, impegno e determinazione hanno contribuito a dimostrare come la formazione possa diventare uno strumento concreto di inclusione e autonomia.

TOCCA LA VITA: QUANDO LA FORMAZIONE DIVENTA UN DIRITTO E L'INCLUSIONE UN'OPPORTUNITÀ

TOCCA LA VITA rappresenta un'esperienza che va oltre l'apprendimento delle manovre salvavita.

È un progetto che invita a ripensare il rapporto tra disabilità, autonomia e partecipazione sociale, dimostrando che l'accessibilità non deve essere considerata un'eccezione, ma una componente fondamentale di ogni percorso educativo e formativo.

La collaborazione tra sanità pubblica, società scientifiche e associazioni ha consentito di realizzare un'esperienza che pone al centro la persona, valorizzandone le capacità e riconoscendone il diritto ad acquisire nuove competenze.

Il percorso avviato a Crotone costituisce un punto di partenza verso una formazione al primo soccorso sempre più inclusiva e attenta alle esigenze individuali.

Un progetto nel quale la disabilità visiva non viene ignorata, ma affrontata attraverso strumenti adeguati, metodologie specifiche e un'organizzazione didattica capace di garantire opportunità concrete di apprendimento. Perché l'inclusione non significa soltanto offrire assistenza, ma permettere a ogni persona di contribuire attivamente alla società.

Ed è proprio questo il messaggio più importante che TOCCA LA VITA consegna alla comunità: le mani possono salvare una vita, indipendentemente dalla possibilità di vedere.

Un messaggio che da Crotone guarda al futuro, con l'ambizione di raggiungere nuove realtà e contribuire alla diffusione di una cultura del primo soccorso realmente accessibile a tutti.


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