Prevenzione, responsabilità e tutela delle vittime al centro dell’incontro promosso dall’associazione
Nel corso dell’incontro, svoltosi a Reggio Calabria il 17 ottobre, l’associazione ha annunciato l’avvio di uno sportello d’ascolto rivolto agli uomini maltrattanti, primo passo verso la realizzazione di un CUAV, un Centro per Uomini Autori di Violenza, che punta a diventare il primo servizio di questo tipo sul territorio reggino.
Un progetto che nasce dalla consapevolezza che il contrasto alla violenza di genere richieda un impegno condiviso, capace di affiancare alla protezione delle vittime percorsi di responsabilizzazione rivolti a chi agisce comportamenti violenti.
Le istituzioni: prevenzione e collaborazione al centro della strategiaAd aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali della procuratrice aggiunta Rosa Raffa e del tenente dei Carabinieri Giuseppina Gambino. Nel suo intervento, la procuratrice Raffa ha richiamato le quattro direttrici fondamentali per contrastare la violenza di genere: prevenzione, protezione, perseguimento e politiche integrate.
È intervenuta anche Lucia Fio, assessora alle Politiche sociali, Welfare e Terzo settore del Comune di Reggio Calabria, che ha espresso apprezzamento per l’iniziativa, ricordando l’avvio del percorso per la costituzione di una rete territoriale dedicata. L’assessora ha sottolineato l’importanza della prevenzione anche nei confronti degli autori di violenza, richiamando il Protocollo Zeus, già applicato in altri contesti, e auspicandone l’introduzione anche a Reggio Calabria.
La necessità di un coordinamento stabile tra i diversi soggetti coinvolti è emersa come uno degli elementi centrali dell’incontro: istituzioni, magistratura, forze dell’ordine e servizi territoriali sono chiamati a collaborare per costruire interventi tempestivi ed efficaci.
Proteggere le vittime e intervenire sulle cause della violenzaLa prima sessione, dal titolo «Le due facce della stessa medaglia», ha approfondito il rapporto tra la tutela delle vittime e il lavoro rivolto agli uomini autori di violenza.
Francesca Mallamaci, responsabile del Centro antiviolenza e della Casa rifugio «Antonella Morabito», ha evidenziato il valore della formazione, della competenza degli operatori e dell'attivazione di percorsi strutturati. Particolare attenzione è stata riservata alla possibilità di favorire l’accesso ai programmi di prevenzione anche in assenza di una prescrizione dell’autorità giudiziaria.
Un contributo significativo è arrivato dal Centro Calabrese di Solidarietà, con Concetta Astorino, Cristina Marino e Rosa Ficara, collegate da remoto, che hanno condiviso l’esperienza maturata attraverso il proprio CUAV.
È intervenuta inoltre Marianna Passalacqua, direttrice dell’Ufficio distrettuale di esecuzione penale esterna di Reggio Calabria, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rafforzare i servizi dedicati agli autori di violenza, esprimendo soddisfazione per la prospettiva di un nuovo presidio anche sul territorio reggino.
Nella seconda sessione, dedicata a «Diritti, prevenzione e responsabilità», il primo dirigente della Polizia di Stato Enrico Palermo ha illustrato il lavoro svolto dalle forze dell’ordine e l’importanza degli strumenti di prevenzione già attivi, a partire dagli ammonimenti.
Tra Noi Calabria APS: lo sportello partirà nella primavera del 2027A illustrare i prossimi passi del progetto è stata Alessandra Lo Presti, presidente dell’Associazione Tra Noi Calabria APS. Gli spazi del Centro Famiglie «La Collina degli Angeli» sono attualmente in fase di adeguamento, mentre, grazie alla collaborazione con il Centro Calabrese di Solidarietà, è già iniziata una prima attività formativa introduttiva. A questa seguirà una formazione specialistica rivolta agli operatori.
L’attivazione dello sportello d’ascolto è prevista per la primavera del 2027, con la supervisione del Centro Calabrese di Solidarietà, in vista del successivo sviluppo del percorso finalizzato alla realizzazione del CUAV.
«Oltre alla tutela e al supporto alle donne e ai minori vittime di violenza è necessario agire sull’uomo», è il messaggio ribadito dalla presidente Lo Presti, sottolineando l’importanza di accompagnare gli autori di violenza verso la consapevolezza delle proprie responsabilità.
Un approccio che non mette in discussione la priorità assoluta della protezione delle vittime, ma riconosce la necessità di lavorare anche sui comportamenti di chi commette violenza, affrontando stereotipi di genere, modelli culturali distorti e difficoltà nella gestione delle emozioni.
La responsabilità della violenza, ha ribadito la presidente, appartiene sempre a chi la commette. Il cambiamento culturale necessario a contrastarla, invece, coinvolge l’intera comunità.
Una rete territoriale per contrastare la violenzaLa conferenza ha rappresentato anche un momento di confronto tra professionisti e rappresentanti di realtà impegnate nel sociale, nella giustizia e nella tutela delle persone.
Nella fotografia dell’incontro, partendo da destra, sono presenti la dott.ssa Maria Teresa Montesano, membro dell’Associazione Tra Noi Calabria APS; la dott.ssa Roberta Laganà, consigliera della stessa associazione; l’ing. Demetrio Plutino, viceprefetto aggiunto; la dott.ssa Sara Ferri; la dott.ssa Marianna Passalacqua, direttrice dell’Ufficio di esecuzione penale esterna di Reggio Calabria; la dott.ssa Lucia Fio, assessora alle Politiche sociali e al Welfare del Comune di Reggio Calabria; la dott.ssa Alessandra Lo Presti, presidente dell’Associazione Tra Noi Calabria APS; la dott.ssa Daniela Rossi, vicepresidente dell’associazione; l’avvocata Pamela Aroi; la giornalista dott.ssa Paola Suraci e il dott. Filippo Cutrupi, responsabile del Centro antiviolenza «A. Morabito» della Piccola Opera Papa Giovanni ETS.
L’obiettivo dell’associazione è inserirsi stabilmente nella rete antiviolenza, operando in raccordo con i Centri antiviolenza, le istituzioni, la magistratura, i servizi sociali, le forze dell’ordine e gli enti del Terzo settore.
La sfida è costruire un sistema capace di garantire continuità agli interventi, sostenere le vittime e promuovere percorsi di responsabilizzazione per gli autori di violenza. Perché prevenire significa anche intervenire prima che la violenza si ripeta, attraverso una collaborazione concreta e duratura tra tutte le componenti della comunità.