Dura note dei sindacati FPCGIL, FNSCISL, UILFP VVF, CONAPO e USB: “Dal Comandante Reggente solo silenzi e fumo"
Clima rovente al Comando dei Vigili del Fuoco di Reggio Calabria. Le sigle sindacali territoriali FPCGIL, FNSCISL, UILFP VVF, CONAPO e USB di categoria hanno proclamato lo stato di agitazione, denunciando una gestione fallimentare.
Una rottura
che appare ormai insanabile
"Un ostruzionismo istituzionale inaccettabile, caratterizzato da un
protratto e sistematico silenzio di fronte alle note dei sindacati. Alle
promesse iniziali di un’interlocuzione collaborativa sono seguiti zero fatti.
Le uniche convocazioni concesse si sono rivelate una provocazione: incontri
farsa via webcam fissati all'ultimo minuto per semplici saluti o riunioni del
tutto prive di ordini del giorno chiari. Insomma, una totale assenza di un
confronto effettivo sulle criticità del Comando. Elementi, questi, - proseguono i portavoce dei lavoratori - che lasciano ipotizzare una potenziale
condotta antisindacale del Comandante Reggente Ing. Maurizio Lucia".
La gestione
degli organici è disastrosa
"La sede aeroportuale è
stata lasciata sotto la soglia minima di sicurezza. L'Amministrazione ha
accumulato colpevoli ritardi sulla mobilità straordinaria del personale
graduato, violando deliberatamente i regolamenti vigenti. Per tappare i buchi
provocati da questa inerzia si ricorre in modo selvaggio e sistematico al
prolungamento dei turni, allo straordinario forzato e persino alla chiusura
temporanea delle sedi distaccate sul territorio della città metropolitana".
I dirigenti
sindacali hanno chiesto con fermezza l'immediata revoca di questi provvedimenti
restrittivi e l'adozione di criteri preventivi, uniformi e trasparenti
"Non è pensabile – continuano gli esponenti – che il personale venga
privato persino della tempestiva disponibilità di vestiario e Dispositivi di
Protezione Individuale idonei e conformi. Mancano polo, divise, scarpe e guanti
da intervento. Le soluzioni temporanee adottate finora non hanno risolto il
caos della gestione del magazzino. Pretendiamo un inventario straordinario
immediato per sanare il disallineamento tra le giacenze reali e quelle
registrate".
Ferma condanna anche sulla gestione fallimentare che sta colpendo il settore della formazione, con particolare riferimento ai mantenimenti minimi obbligatori.
"La sospensione di alcuni corsi di formazione – denunciano i sindacati - rappresenta un fatto di una gravità inaudita: non si tratta di attività opzionali, ma di adempimenti normativi stringenti che garantiscono la sicurezza degli operatori e l'efficacia del servizio pubblico sul territorio. Interrompere l'aggiornamento significa esporre il personale a rischi inaccettabili e minare la continuità stessa delle attività operative".
"A questa già intollerabile situazione si aggiunge una condotta nei confronti del personale istruttore, che definiamo inaccettabile e offensiva della dignità professionale. Agli istruttori è stato formalmente comunicato il blocco dei fondi, accompagnato dall'incredibile richiesta di svolgere le attività a titolo gratuito o con la promessa di un indefinito pagamento futuro. Una proposta irricevibile, soprattutto alla luce dei pesanti arretrati finanziari mai corrisposti per le prestazioni già regolarmente effettuate".
"Non è tollerabile che le inefficienze gestionali e i bilanci in rosso vengano scaricati sulle spalle dei lavoratori, pretendendo spirito di sacrificio a fronte di inadempienze contrattuali sistematiche. Chi lavora ha il diritto sacrosanto di essere retribuito e lo Stato, così come gli enti preposti, ha il dovere di garantire i fondi per la sicurezza".
A questo si aggiunge la fatiscenza delle sedi: "I distaccamenti provinciali versano in condizioni precarie che ledono il decoro e la vivibilità, motivo per cui viene intimato un piano straordinario di manutenzione".
"Importanti rilievi anche sul taglio unilaterale del lavoro agile, ridotto arbitrariamente a una sola giornata settimanale ed escludendone del tutto i Funzionari Logistico-Gestionali. Questa misura che incide pesantemente sull'organizzazione del lavoro - proseguono i sindacati - è stata imposta senza alcuna informazione o confronto preliminare".
"Sul settore Nucleare-Biologico-Chimico-Radiologico (NBCR) invece, l'Amministrazione continua a rimanere in silenzio, non fornendo alcuna soluzione per garantire la continuità operativa di un settore ultra specialistico e vitale per la sicurezza pubblica".
"Il territorio di Reggio Calabria non può più essere gestito a mezzo servizio o nei ritagli di tempo. Per questo motivo è stato formalmente investito il Dipartimento, richiedendo la revoca immediata o la drastica rivalutazione dell'attuale reggenza: si esige una guida dirigenziale stabile, presente e pienamente dedicata al Comando. Al Comandante Reggente Maurizio Lucia – concludono i sindacati - viene intimato il rilascio di un riscontro scritto, punto su punto, con scadenze certe. Se l'Amministrazione continuerà a fuggire dal confronto, lo stato di agitazione salirà ulteriormente di tono con forme di protesta ancora più aspre e radicali coinvolgendo anche Sua Eccellenza il Prefetto, quale massima autorità sul territorio".