Caro carburanti, Coldiretti Calabria: «Bene i 5 milioni aggiuntivi per l’agricoltura»

Autore Giorgia Rieto | ven, 23 ott 2026 11:34 | Coldiretti Calabria Caro-Carburante

La Regione porta a 20 milioni di euro le risorse complessive contro il caro carburante

Un ulteriore stanziamento di 5 milioni di euro a sostegno dell’agricoltura calabrese per contrastare gli effetti del caro carburanti. È quanto previsto dalla Regione Calabria, che porta così a 20 milioni di euro il plafond complessivo destinato a fronteggiare il rincaro dei costi energetici. Una decisione accolta positivamente da Coldiretti Calabria, che sottolinea l’importanza di garantire liquidità alle aziende agricole e tutelare la continuità delle produzioni regionali.

A esprimere soddisfazione è il presidente di Coldiretti Calabria, Franco Aceto, che riconosce il valore del confronto istituzionale e dell’attenzione mantenuta sul problema dei rincari, anche alla luce delle misure nazionali ottenute attraverso l’azione dell’organizzazione agricola nei confronti del Governo.

«Accogliamo con favore la decisione della Regione Calabria di incrementare ulteriormente le risorse destinate a contrastare il caro carburante, portando a 20 milioni di euro il plafond complessivo, con ulteriori 5 milioni destinati all’agricoltura», sottolinea Aceto.

«Risorse subito alle imprese agricole»

Per Coldiretti, adesso la priorità è trasformare lo stanziamento in un sostegno concreto e tempestivo per le aziende del settore, chiamate a sostenere costi di produzione sempre più elevati.

«È fondamentale che le risorse arrivino rapidamente alle imprese, che hanno bisogno di sostegno immediato per continuare a produrre e garantire approvvigionamenti e occupazione, assicurando la continuità delle produzioni regionali», evidenzia il presidente.

Il costo del carburante rappresenta infatti una voce importante per le attività agricole, dalla lavorazione dei terreni all’utilizzo dei macchinari, fino alle operazioni necessarie per la raccolta e il trasporto. Un aumento prolungato dei prezzi rischia di incidere sulla redditività delle aziende, sulla competitività delle produzioni e, indirettamente, sull’intera filiera agroalimentare.

Da qui la necessità di interventi capaci di rispondere alle difficoltà immediate, ma anche di individuare soluzioni strutturali che rafforzino il comparto nel medio e lungo periodo.

La richiesta: coprire i consumi da ottobre a dicembre

Accanto al giudizio positivo sul nuovo stanziamento, Coldiretti Calabria avanza una richiesta precisa sulla destinazione delle risorse aggiuntive.

«Questo ulteriore stanziamento regionale – conclude Aceto – sollecitiamo che vada a coprire i consumi di carburante da ottobre a dicembre 2026».

L’obiettivo è assicurare un sostegno riferito a un periodo particolarmente rilevante per le attività agricole, contribuendo a contenere i costi sostenuti dalle imprese e a garantire maggiore stabilità nella programmazione del lavoro.

Tutelare il Made in Calabria e il reddito degli agricoltori

Per Coldiretti, il confronto tra istituzioni e rappresentanze del settore sta producendo risposte importanti, ma il percorso deve proseguire. Servono misure in grado di salvaguardare la redditività delle aziende, sostenere gli investimenti e difendere la competitività dell’agricoltura calabrese.

La posta in gioco non riguarda soltanto i bilanci delle imprese, ma anche la capacità del territorio di mantenere una produzione agroalimentare di qualità, garantire occupazione e tutelare il patrimonio produttivo regionale.

La priorità, ribadisce l’organizzazione agricola, è fare in modo che il sostegno pubblico raggiunga concretamente le aziende, contribuendo a difendere il Made in Calabria, il reddito degli agricoltori e la salute dei cittadini, attraverso un sistema agroalimentare solido e competitivo.

Lo stanziamento aggiuntivo rappresenta dunque un segnale positivo. Ora, per Coldiretti Calabria, occorre accelerare i tempi di attuazione e proseguire sulla strada di interventi mirati, capaci di rispondere all’emergenza dei rincari e costruire condizioni più favorevoli per il futuro dell’agricoltura regionale.



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