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Vittime di reato, nasce la Rete multidisciplinare regionale. Cirillo e Lomonaco: "Costo zero, tempo zero"

Autore Redazione Web | ven, 23 ott 2026 15:03 | Cirillo Lomonaco Rete Vittime-Di-Reato Palazzo-Campanella Regione

Il progetto per mettere in rete competenze, associazioni ed enti è stato presentato al Polo Culturale "Mattia Preti" di Palazzo Campanella

Presentato al Polo culturale 'Mattia Preti' di Palazzo Campanella il progetto per rafforzare la tutela delle vittime di reato e mettere in rete competenze, associazioni ed enti. L’obiettivo è superare la frammentazione degli interventi e costruire un “Modello Calabria” a costo zero e tempo zero. Due principi che sintetizzano la filosofia della Rete regionale multidisciplinare per la tutela delle vittime di reato, presentata alla stampa dal presidente del Consiglio regionale, Salvatore Cirillo, e dal Garante regionale per le vittime di reato, Antonio Lomonaco.

Costo zero perché il progetto non comporterà nuovi oneri per il bilancio pubblico. Tempo zero perché l’obiettivo è ridurre al minimo i tempi di risposta ai bisogni delle vittime, favorendo interventi coordinati, tempestivi ed efficaci. Una rete che punta a trasformare la collaborazione tra istituzioni, enti, associazioni e professionisti in un sostegno concreto per chi ha subito un reato, evitando che le persone più fragili debbano affrontare da sole le difficoltà del percorso successivo.

«La Calabria prosegue un percorso concreto per rafforzare la tutela delle vittime di reato. Con questa iniziativa diamo attuazione alla legge regionale del 2023 e valorizziamo il lavoro del Garante Antonio Lomonaco e del suo Ufficio, mettendo al centro le persone e i loro diritti», ha dichiarato Cirillo nel corso della presentazione dell’avviso per la costituzione della Rete.

Prevista dall’articolo 6 della legge regionale n. 10 del 2023, la Rete avrà funzioni consultive e di supporto al Garante. Il suo compito sarà quello di mettere in connessione le realtà già attive sul territorio, valorizzarne le competenze e favorire il coordinamento delle esperienze, con l’obiettivo di rendere più accessibili ed efficaci i percorsi di assistenza.

Un progetto che nasce anche dalla volontà di rafforzare il ruolo delle figure di garanzia del Consiglio regionale. «Fin dall’inizio del mandato - ha aggiunto Cirillo - abbiamo scelto di sostenere il ruolo dei Garanti, nel rispetto della loro autonomia. Il 17 settembre l’Ufficio di Presidenza ha espresso il proprio sostegno istituzionale e organizzativo al progetto. Un impegno che coinvolge anche l’apparato amministrativo del Consiglio regionale, a supporto dell’attività dell’Ufficio del Garante, senza nuovi oneri per il bilancio».

L’ambizione è costruire un sistema capace di rispondere soprattutto alle esigenze delle persone più vulnerabili, tra cui minori, donne in condizioni di fragilità e soggetti che necessitano di una particolare attenzione assistenziale.

«È un obiettivo ambizioso, quasi un unicum a livello nazionale - ha spiegato Lomonaco -. Vogliamo riunire le migliori esperienze della Calabria per rafforzare il sostegno alle vittime di reato, soprattutto a quelle più vulnerabili. Troppo spesso le vittime sono isolate: dobbiamo rimetterle al centro ed evitare che vengano lasciate sole».

La sfida, dunque, non è soltanto mettere in campo nuove collaborazioni, ma fare in modo che queste si traducano in risposte concrete. Perché, nella tutela delle vittime, la tempestività degli interventi e la capacità di orientare le persone verso i servizi più adeguati possono fare la differenza.

L’avviso per aderire alla Rete è già stato pubblicato ed è rivolto ad associazioni, enti e organizzazioni del territorio. La manifestazione di interesse avrà carattere permanente: anche successivamente alla fase iniziale, i soggetti in possesso dei requisiti potranno presentare domanda di adesione, contribuendo ad ampliare progressivamente il numero e la qualità delle competenze coinvolte.

Parallelamente, sono già state avviate interlocuzioni con magistratura, forze dell’ordine e Prefetture. Il coinvolgimento di questi interlocutori avverrà attraverso protocolli specifici, nel rispetto delle rispettive competenze istituzionali.

«Non vogliamo creare un’altra struttura burocratica - ha concluso Cirillo - ma una collaborazione stabile, capace di superare la frammentazione degli interventi. L’obiettivo è costruire, come sostiene il Garante Lomonaco, un “Modello Calabria” che trasformi l’attività legislativa in ascolto, orientamento e sostegno concreto».

Una rete, quindi, che punta a fare della collaborazione il proprio punto di forza e della persona il centro dell’azione istituzionale. Con una volontà precisa: fare in modo che nessuna vittima di reato resti sola e che tra la richiesta di aiuto e una risposta concreta ci sia sempre meno distanza.

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