Forte Siacci, sparite le pitture dai soffitti degli alloggi degli ufficiali: "Perché cancellare la storia?"

Autore Sergio Notaro | dom, 25 ott 2026 21:00 | Forte-Siacci Campo-Calabro Domenico-Guarna Pitture Lavori Sindaco

La guida escursionistica Domenico Guarna ha scritto una lettera al sindaco di Campo Calabro per chiedere spiegazioni sui lavori

Le pitture che decoravano i soffitti di parte degli alloggi degli ufficiali di Forte Siacci non sono più visibili, sostituite da una colorazione bianca che, secondo quanto osservato, presenta già evidenti segni di umidità. Una situazione che solleva interrogativi sulla tutela della memoria storica dell’imponente fortificazione di Campo Calabro e sugli interventi di riqualificazione e restauro eseguiti (vedi foto in basso tratte dal profilo Facebook di Domenico Guarna).

A chiedere chiarezza è Domenico Guarna, giornalista e guida escursionistica, da anni impegnato nello studio e nella ricerca sul sistema fortificato dello Stretto, con particolare attenzione al periodo che va dall’Ottocento alla Seconda Guerra Mondiale. Guarna ha inoltrato e protocollato una richiesta di informazioni indirizzata al sindaco di Campo Calabro, Rocco Alessandro Repaci, nella quale esprime tutto il proprio stupore per quanto riscontrato durante una recente visita al forte, effettuata nell’ambito di attività di ricerca sui numerosi graffiti presenti nella struttura.

«Ho constatato, con enorme stupore, che le pitture che abbellivano i soffitti di parte degli alloggi degli ufficiali non sono più visibili, hanno lasciato spazio ad un’anonima colorazione bianca che peraltro già presenta vistosi segni di umidità», scrive Guarna, chiedendo all’amministrazione comunale di fare luce sulle ragioni e sulle modalità degli interventi.

La questione, la guida escursionistica, non riguarda soltanto la scomparsa delle decorazioni, ma investe più in generale i criteri adottati per la conservazione del patrimonio storico del Forte Siacci. Da qui una serie di domande rivolte direttamente al primo cittadino: «Perché si è deciso di rimuovere parte significativa della storia del luogo? Chi ha deciso e sulla base di quale progetto?».

Guarna richiama inoltre l’importanza di preservare le testimonianze materiali della vita all’interno della fortificazione, sottolineando come anche elementi apparentemente secondari possano rappresentare fonti preziose per ricostruire e tramandare la storia del sito. «Non crede anche lei che sia utile preservare, sulla base di criteri scientifici, la memoria di quel posto straordinario?», domanda nella lettera.

Nel documento vengono citati anche altri elementi che, a suo giudizio, sarebbero stati interessati dai recenti lavori: porte, finestre, pavimentazioni e, in alcuni casi, intonaci con le testimonianze e le iscrizioni che ancora conservano. «Non crede anche Lei che alcuni ultimi recenti interventi stiano privando il Forte Siacci di elementi essenziali a salvaguardare la memoria di quel posto da tramandare a chi verrà dopo di noi?», scrive, chiedendo se le opere siano state sottoposte al parere della Soprintendenza competente.

L’interrogativo si inserisce in una riflessione più ampia sul futuro del complesso fortificato e sulla necessità che gli interventi di recupero siano compatibili con la conservazione delle sue caratteristiche storiche. Per Guarna, infatti, il rischio è che operazioni concepite per riqualificare la struttura possano finire per cancellare proprio quelle tracce che ne fanno un luogo di interesse storico e culturale.

Nella sua richiesta, la guida escursionistica richiama anche un precedente confronto con il sindaco Repaci, quando ebbe modo di intervistarlo e di conoscere il progetto dell’amministrazione per il Forte Siacci . «Ho avuto modo di apprezzare la sua attenzione verso questi temi già da quella intervista che le feci nel 2020, nella quale mi spiegò qual era l’idea che la sua amministrazione voleva attuare per far diventare il sito un luogo di memoria», ricorda Guarna, manifestando ora la propria preoccupazione per una possibile divergenza rispetto agli obiettivi inizialmente delineati.

«Non crede che tutto questo possa essere qualche grado oltre la rotta originaria tracciata?», chiede al primo cittadino, ribadendo la necessità di un chiarimento pubblico su quanto accaduto.

La lettera si conclude con un appello alla trasparenza e alla ricostruzione delle decisioni assunte: «Non le nascondo che ancora oggi stento a crederci e per questo le chiedo attraverso questa lettera, che a breve diverrà pubblica, un momento di chiarezza su questa vicenda della quale francamente avremmo fatto tutti volentieri a meno».

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