Polistena, all’Istituto Alberghiero “G. Renda” un incontro sulla ludopatia: quattro testimonianze per prevenire le dipendenze

Autore Giorgia Rieto | gio, 29 ott 2026 11:33 | Ludopatia Rende

Un convegno dedicato alla consapevolezza e alla prevenzione ha coinvolto gli studenti dell’istituto

Informare, sensibilizzare e soprattutto aiutare i giovani a riconoscere i pericoli delle dipendenze prima che sia troppo tardi. È stato questo l’obiettivo del convegno “Ludopatia, oltre il gioco: consapevolezza, prevenzione e testimonianze”, svoltosi il 27 ottobre 2026 presso l’Istituto Alberghiero “G. Renda” di Polistena.

Un momento di confronto e riflessione che ha coinvolto gli studenti dell’istituto, chiamati a confrontarsi con una problematica sociale sempre più importante attraverso le parole degli esperti e, soprattutto, le esperienze dirette di quattro persone che hanno conosciuto da vicino il dramma delle dipendenze.

Ad aprire e accompagnare l’iniziativa è stata la dirigente scolastica, la dottoressa Emanuela Cannistrà, che ha richiamato l’attenzione degli studenti sui rischi legati al gioco d’azzardo e ai comportamenti che possono trasformarsi in dipendenze. Un messaggio rafforzato anche da un flash mob realizzato dai ragazzi, segno della volontà della comunità scolastica di affrontare il tema con partecipazione e consapevolezza.

Nel corso dell’incontro, la dottoressa Angiolina Lanchello, della Comunità terapeutica “Fandango”, ha sottolineato la differenza tra il gioco come esperienza naturale di crescita e il gioco d’azzardo, evidenziando come quest’ultimo possa trasformarsi in un problema dalle conseguenze profonde.

«Il gioco è insito nella nostra vita», ha spiegato Lanchello, ricordando che fin da bambini si impara attraverso il gioco a conoscere e rispettare le regole. La situazione cambia, però, quando si entra in contatto con il gioco d’azzardo o con sostanze stupefacenti, aprendo la strada a dinamiche che possono compromettere la vita personale e sociale.

A organizzare l’evento è stata la professoressa Maria De Moro, che, nel presentare i protagonisti delle testimonianze, ha invitato gli studenti presenti nell’Auditorium “Michela Corica” ad ascoltare con attenzione e a fare tesoro delle esperienze raccontate.

Particolarmente toccanti sono stati gli interventi di Annalisa, Roberto, Michele e Luca, che hanno condiviso le proprie storie, mostrando quanto possa essere sottile il confine tra una prima esperienza vissuta con leggerezza e l’inizio di un percorso di dipendenza. Le loro testimonianze hanno rappresentato un monito per i ragazzi, chiamati a comprendere che comportamenti apparentemente innocui possono avere conseguenze serie quando si trasformano in abitudini incontrollate.

La dottoressa Teresa Tucci, psicologa e psicoterapeuta, ha approfondito il fenomeno attraverso una presentazione con slide, illustrando i meccanismi che possono portare alla dipendenza da gioco d’azzardo o da sostanze. Un percorso che può iniziare in maniera occasionale e diventare progressivamente ricorrente e persistente, fino a compromettere la capacità di valutare la realtà e di gestire autonomamente la propria vita.

Nel suo intervento è emersa anche l’importanza della rete di sostegno: il ruolo dei familiari, degli educatori e degli specialisti può rivelarsi fondamentale per accompagnare chi vive una condizione di dipendenza verso un percorso di recupero. In questo contesto, le comunità terapeutiche rappresentano una possibile risorsa per affrontare il problema con un adeguato supporto.

Non sono mancati gli interventi e le domande degli studenti, che hanno avuto l’opportunità di esprimere dubbi e interrogativi, ricevendo risposte sia dagli esperti sia dai testimoni. Un dialogo diretto che ha reso l’incontro un’importante occasione di educazione e prevenzione.

L’iniziativa dell’Istituto Alberghiero “G. Renda” conferma il valore della scuola come luogo non soltanto di formazione culturale e professionale, ma anche di crescita umana e civile. Portare tra i banchi il tema delle dipendenze significa offrire ai giovani strumenti per riconoscere i rischi, chiedere aiuto e compiere scelte più consapevoli.

Perché la prevenzione comincia dalla conoscenza, ma diventa davvero efficace quando alle informazioni si affiancano le storie reali di chi ha vissuto sulla propria pelle le conseguenze della dipendenza.

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