Rita Licastro, dell’Olivicola Santa Tecla, ha raccontato a Pasquale Zumbo per ReggioTv le difficoltà del comparto
Il caro gasolio è soltanto l’ultima delle criticità che colpiscono il comparto olivicolo nel Reggino. A pesare sulle aziende sono anche l’aumento dei costi di produzione, la riduzione dei sostegni economici e la concorrenza dei prodotti provenienti dall’estero.
Per approfondire le ragioni della protesta degli agricoltori e le difficoltà del settore, Pasquale Zumbo per ReggioTv ha intervistato Rita Licastro dell’Olivicola Santa Tecla, che ha ripercorso i problemi con cui gli olivicoltori si confrontano da anni.
"Quando l’olivicoltore denuncia le sue difficoltà, in genere ha poco ascolto. In questo caso si è unito agli autotrasportatori e quindi anche noi abbiamo ricevuto un po’ di attenzione", ha spiegato Licastro, indicando nel caro carburante il punto di arrivo di una crisi più profonda, iniziata con le modifiche alla Politica agricola comune (PAC) nei primi anni Duemila.
Tra le questioni evidenziate c’è la progressiva riduzione degli aiuti destinati ai produttori, che in passato contribuivano a compensare i prezzi poco remunerativi dell’olio e a sostenere, almeno in parte, i costi aziendali.
A questo si aggiunge la concorrenza dei prodotti importati, in particolare dalla Tunisia. Secondo Licastro, le differenze nei costi della manodopera e nelle regole di produzione rendono difficile per le aziende italiane competere sul prezzo, pur dovendo sostenere costi elevati.
"Io ho dei costi di produzione altissimi, quindi non posso competere con un olio che arriva dalla Tunisia", ha sottolineato.
L’Olivicola Santa Tecla punta sulla qualità, con recensioni su guide specializzate come Gambero Rosso e Flos Olei e riconoscimenti internazionali. Per Licastro, è fondamentale distinguere tra i prodotti presenti sul mercato e comprendere che un prezzo più basso non corrisponde necessariamente alla stessa qualità di un olio extravergine di alta gamma.
Una testimonianza che riporta l’attenzione sulle difficoltà delle aziende agricole del territorio, chiamate a fare i conti con costi crescenti e un mercato sempre più competitivo.