Il congresso ha acceso i riflettori sui risultati raggiunti dall’Ematologia, dal Centro Trapianti di Midollo Osseo e sulle prospettive future delle terapie avanzate
Curarsi in Calabria, contrastando la migrazione sanitaria attraverso professionalità e competenze presenti sul territorio. È questo il tema al centro del congresso dedicato ai sei anni di attività con le terapie CAR-T del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria.
Francesca Laurendi per ReggioTv ha intervistato Salvatore Costarella, direttore sanitario del GOM e Massimo Martino, direttore del Centro Trapianti di Midollo Osseo.
"Siamo riusciti a mettere in piedi un sistema CAR-T grazie alle sinergie tra i diversi reparti e alla professionalità di tutti gli operatori. È una terapia complessa, che richiede il contributo di numerosi specialisti, ma sta regalando possibilità di guarigione a pazienti che in passato non sarebbero stati curabili", ha dichiarato Costarella.
Il direttore sanitario ha sottolineato anche l’importanza di superare la distanza tra qualità effettiva dei servizi e percezione dei cittadini, investendo sull’umanizzazione degli ambienti e dei percorsi di cura. "Le professionalità all’interno del nostro hub sono presenti da molto tempo. Il percorso delle CAR-T ha radici lontane e si è consolidato negli anni".
Sulla necessità di guardare al futuro si è soffermato Massimo Martino: "In questi sei anni abbiamo dimostrato che queste terapie si possono fare in Calabria e che i risultati ci sono. È importante investire sulle risorse umane e strutturali per non farci trovare impreparati davanti a un futuro che vedrà l’impiego delle CAR-T in un numero sempre maggiore di patologie, anche oncologiche e autoimmuni".
Un percorso che dimostra come anche in Calabria sia possibile offrire cure altamente specialistiche, riducendo la necessità per i pazienti di rivolgersi a strutture fuori regione.