Festival GAIA, a Reggio Calabria il confronto sull’integrazione dei popoli: diritti, migrazioni e storie di donne al centro del dibattito

Autore Giorgia Rieto | dom, 01 nov 2026 19:25 | Festival-Gaia Integrazione

Un percorso che invita a riconoscere le persone prima delle etichette, mettendo al centro diritti, dignità e relazioni umane

Proseguono gli appuntamenti del Festival GAIA, che questa volta ha dedicato un momento di confronto e approfondimento al tema dell'integrazione dei popoli, attraverso dialoghi, testimonianze ed esperienze di chi ogni giorno opera nel campo dei diritti, dell'accoglienza e dell'inclusione sociale.

Un'occasione per affrontare questioni complesse, dando voce a realtà e percorsi differenti, con l'obiettivo di superare stereotipi e costruire una maggiore consapevolezza sui fenomeni migratori e sulle sfide che attraversano le società contemporanee.

Ai microfoni di ReggioTV è intervenuta Sofia Donato, socia fondatrice dell'associazione Abareka Nandree, che ha raccontato l'impegno dell'organizzazione attraverso un progetto rivolto alle famiglie dei migranti dispersi nel Mediterraneo. Un lavoro di sensibilizzazione e promozione dei diritti per persone e nuclei familiari che troppo spesso rischiano di essere dimenticati. Donato ha richiamato l'attenzione sulle dimensioni della tragedia delle migrazioni, ricordando il dato di circa 33mila persone morte nel Mediterraneo negli ultimi dieci anni.

Spazio anche al tema dell'autodeterminazione femminile con Sokaina Maktoum, mediatrice, che ha proposto una riflessione sulla rappresentazione delle donne musulmane nel dibattito pubblico. Spesso raccontate esclusivamente come vittime, sottomesse e prive di autonomia, queste donne sono invece portatrici di esperienze e percorsi differenti. Da qui il richiamo a un femminismo da intendere anche al plurale, capace di riconoscere culture, identità e forme diverse di emancipazione.

Sul valore dell'integrazione è intervenuto anche Sata Jean Noel, della parrocchia di San Roberto, che ha sottolineato come il mondo non possa sottrarsi alla sfida dell'incontro tra popoli e culture. L'integrazione non può essere considerata un tema marginale, ma una necessità che riguarda il presente e il futuro delle comunità.

Un ulteriore contributo è arrivato da Eleonora Scrivo, referente di ActionAid Reggio Calabria, che ha raccontato il lavoro dell'organizzazione accanto alle donne rifugiate provenienti dall'Ucraina e arrivate in Italia dopo lo scoppio della guerra. Un'esperienza che ha evidenziato l'importanza di accompagnare le persone nei percorsi di accoglienza, favorendo la costruzione di relazioni positive e legami con il territorio.

Dalle famiglie dei migranti dispersi alle battaglie per l'autodeterminazione delle donne, passando per l'accoglienza delle persone in fuga dai conflitti, il confronto del Festival GAIA ha restituito uno sguardo articolato sul significato dell'integrazione.

Un percorso che invita a riconoscere le persone prima delle etichette, mettendo al centro diritti, dignità e relazioni umane. Perché l'integrazione non si esaurisce nell'accoglienza, ma prende forma nella capacità di costruire insieme una società in cui nessuno venga lasciato indietro.

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