Bronzi di Riace, a Riace Marina presentato il saggio di Riccardo Partinico: «La Statua B raffigurerebbe Pericle»

Autore Giorgia Rieto | dom, 01 nov 2026 19:45 | Bronzi-Di-Riace Riace

Una tesi che apre ulteriori spazi di discussione scientifica e riporta al centro dell'attenzione i Bronzi di Riace

Un nuovo approccio scientifico allo studio dei Bronzi di Riace, tra anatomia, archeologia, storia dell'arte e indagini sui materiali. È stato questo il filo conduttore della presentazione del volume “Anatomia Archeostatuaria dei Bronzi di Riace – Pericle e Temistocle”, ultima opera del professor Riccardo Partinico, svoltasi il 31 ottobre 2026 nella sala dell'Hotel Federica di Riace Marina.

L'iniziativa, organizzata da Giuseppe Braghò, autore del volume Facce di bronzo e da anni impegnato nelle ricerche sui misteri legati al ritrovamento delle celebri statue, ha riunito studiosi ed esperti per approfondire le questioni ancora aperte sull'identità, la realizzazione e la storia dei due capolavori custoditi al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

Al centro dell'incontro il lavoro di Partinico, che propone una nuova chiave di lettura attraverso l'Anatomia Archeostatuaria, disciplina da lui elaborata e basata sull'applicazione di parametri biomedici, antropometrici e biomeccanici allo studio delle sculture antiche.

Particolare attenzione è stata dedicata alla cosiddetta Statua B. Secondo la tesi illustrata dall'autore, l'analisi anatomica avrebbe individuato alcune caratteristiche fisiche precise, tra cui il varismo del quinto dito del piede, una scoliosi dorso-lombare e la rettilineizzazione delle vertebre cervicali. Elementi che, secondo Partinico, non sarebbero riconducibili a una semplice idealizzazione artistica.

La tesi più significativa riguarda l'identificazione della figura rappresentata con Pericle, il celebre stratega ateniese. A sostegno di questa ipotesi, il professore ha richiamato la particolare conformazione allungata del cranio, riconducibile alla schinocefalia, caratteristica che le fonti antiche attribuivano proprio a Pericle. Un confronto che, nella ricostruzione dell'autore, troverebbe ulteriori riscontri nelle caratteristiche antropometriche dei quattro busti marmorei dello stratega conservati ai Musei Vaticani, al British Museum di Londra, all'Altes Museum di Berlino e al Museo Barracco di Roma.

Il convegno ha ospitato anche altri importanti contributi scientifici. L'architetto e professore Rocco Vergari ha approfondito gli aspetti storico-artistici delle due sculture, soffermandosi sulle simmetrie, sul chiasmo e sulle proporzioni geometriche. Attraverso il confronto con il celebre Doriforo di Policleto, lo studioso ha ricostruito il contesto artistico del V secolo a.C., richiamando il contributo di maestri come Fidia, Mirone e Cresila.

La dottoressa Antonella Privitera, esperta scientifica dei beni culturali, ha invece illustrato le metodologie tecnico-scientifiche utilizzate per approfondire la conoscenza dei Bronzi. Dal percorso dei primi restauri alla complessa tecnica di fusione a cera persa, con la realizzazione delle diverse parti successivamente assemblate, fino allo studio dei tenoni di piombo provenienti dalle miniere di Laurion, in Attica. Spazio anche alle analisi mineralogiche delle terre di fusione e alle datazioni al radiocarbonio realizzate dal professor Lucio Calcagnile dell'Università del Salento, attraverso il centro CEDAD.

Una parte dell'incontro è stata dedicata anche ai misteri che continuano ad accompagnare il ritrovamento dei Bronzi, avvenuto nel 1972. Giuseppe Braghò ha ripercorso le vicende storiche e giudiziarie legate alla scoperta, tornando sulle ipotesi riguardanti l'esistenza di una terza statua e di alcuni scudi bronzei che sarebbero scomparsi.

In particolare, il ricercatore ha richiamato la testimonianza della signora Diano, che avrebbe dichiarato di aver visto sulla spiaggia di Riace, nei giorni successivi al ritrovamento, un grande scudo bronzeo e altri elementi riconducibili a una terza opera, prima della loro definitiva scomparsa.

Alla presentazione hanno preso parte diverse personalità del mondo culturale e istituzionale, tra cui l'ex sindaco di Riace Antonio Trifoli, lo scrittore e conduttore televisivo Giuseppe Gervasi e la giornalista Daniela La Cava, da tempo impegnata nell'approfondimento delle vicende ancora irrisolte legate ai due capolavori.

L'incontro ha rappresentato un'occasione di confronto multidisciplinare su uno dei patrimoni archeologici più importanti della Calabria e dell'intero Paese. Il saggio di Partinico propone una prospettiva interpretativa originale, che mette in dialogo medicina, anatomia e archeologia classica, avanzando una nuova ipotesi sull'identità della Statua B.

Una tesi che apre ulteriori spazi di discussione scientifica e riporta al centro dell'attenzione i Bronzi di Riace, ricordando come, a oltre mezzo secolo dalla loro scoperta, queste straordinarie opere continuino a suscitare interrogativi, ricerche e nuove interpretazioni.


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