Reggio Calabria, la diplomazia scientifica guarda al futuro: alla Mediterranea la Conferenza degli Addetti scientifici, spaziali ed esperti agricoli 2026

Autore Giorgia Rieto | gio, 05 nov 2026 10:50 | Esperti-Scientifici Università Mediterranea

Ricerca, innovazione, internazionalizzazione e sviluppo delle imprese al centro della seconda giornata dell'evento

Reggio Calabria diventa crocevia di ricerca scientifica, diplomazia e mondo produttivo. È entrata nel vivo, negli spazi dell'Atelier dell'Università degli Studi Mediterranea, la seconda giornata della Conferenza degli Addetti scientifici, spaziali ed esperti agricoli 2026, l'importante appuntamento internazionale promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dedicato al rapporto tra innovazione, competitività e sviluppo del sistema Italia.

Una giornata che ha confermato la centralità dell'Ateneo reggino nel panorama della ricerca e della cooperazione internazionale, rafforzandone il ruolo di collegamento tra il mondo accademico, le istituzioni, le imprese e le reti diplomatiche italiane all'estero.

Ad aprire i lavori è stato il Rettore della Mediterranea, Giuseppe Zimbalatti, intervenuto anche nella sua veste di presidente del Coruc. Nel suo saluto istituzionale ha espresso gratitudine al vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, per aver scelto Reggio Calabria e l'Università Mediterranea come sede di una parte significativa della Conferenza.

«L'annuncio del Ministro Tajani della scorsa estate, quando comunicò insieme al sindaco Cannizzaro che quest'anno l'evento si sarebbe svolto a Reggio Calabria, era stata una bellissima notizia. Ancora più bella è stata per noi la decisione di svolgere un'intera giornata di lavori presso la nostra Università», ha sottolineato Zimbalatti.

Il Rettore ha evidenziato il valore di una manifestazione capace di mettere in relazione competenze e professionalità differenti, creando occasioni di confronto tra ricerca, diplomazia e sistema produttivo.

«Oggi tocchiamo con mano l'importanza di questa intensa tre giorni che unisce ricerca, diplomazia e mondo produttivo. Sentiamo la responsabilità di contribuire, assieme a tutti gli altri attori istituzionali e privati, a trasformare la conoscenza in opportunità concrete per persone, imprese e territori».

Un obiettivo che trova una sintesi efficace nel titolo scelto per la Conferenza: “Dal Laboratorio al Mercato. Tecnologie di frontiera per la prosperità dell'Italia”. Il trasferimento delle conoscenze scientifiche verso il sistema economico e industriale rappresenta, infatti, una delle sfide decisive per sostenere la crescita e la competitività del Paese.

Zimbalatti ha inoltre rimarcato la particolare sintonia tra i temi affrontati durante il summit e le competenze scientifiche e culturali sviluppate dall'Università Mediterranea. Tra gli argomenti più vicini alla vocazione dell'Ateneo figurano il panel “La scienza al servizio dell'Agricoltura: tecnologie innovative, sostenibilità e futuro”, gli approfondimenti sulla rigenerazione urbana e sul patrimonio culturale, quest'ultimo affidato a Livio De Luca, alumnus della Mediterranea.

Spazio anche alle start-up e al trasferimento tecnologico, ambiti che hanno coinvolto il sistema universitario e che rappresentano strumenti fondamentali per trasformare i risultati della ricerca in nuove opportunità imprenditoriali.

«L'auspicio – ha concluso il Rettore – è che il nostro contributo torni utile ai nostri diplomatici nella loro funzione di connettere la ricerca italiana con il mondo, favorendo la crescita del Paese».

Tra gli interventi più significativi della giornata quello di Mauro Battocchi, direttore generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Esteri, che ha ribadito il valore strategico della scelta di Reggio Calabria, riconoscendo le potenzialità economiche e internazionali del territorio.

«Era importante essere in questo territorio che vanta un export superiore alla media e un potenziale immenso», ha dichiarato Battocchi, sottolineando anche la crescente proiezione internazionale dell'Università Mediterranea.

Al centro del suo intervento il ruolo della rete italiana composta da sessanta addetti scientifici, spaziali e agricoli, una presenza strategica per favorire l'internazionalizzazione delle imprese, sostenere il sistema accademico e rafforzare la competitività delle realtà produttive italiane sui mercati esteri.

La Farnesina, ha spiegato Battocchi, è fortemente impegnata nella promozione della crescita delle imprese e delle università attraverso tre direttrici fondamentali: scienza, cultura e internazionalizzazione.

Proprio da Reggio Calabria è stato lanciato il progetto della «rete delle reti», con l'obiettivo di valorizzare i professionisti italiani che ricoprono posizioni di vertice all'estero, mettendo a sistema le loro competenze, esperienze e relazioni internazionali.

La presenza della Conferenza alla Mediterranea rappresenta dunque un'importante occasione di visibilità per Reggio Calabria e per l'intera Calabria, chiamate a confrontarsi con le nuove frontiere dell'innovazione e con le opportunità offerte dalla cooperazione internazionale.

Non soltanto una vetrina istituzionale, ma anche un'opportunità concreta per rafforzare il dialogo tra università, imprese e diplomazia, valorizzando le eccellenze scientifiche e le potenzialità produttive del territorio.

Aggiornamenti e notizie