Bergamotto, i produttori reggini chiedono prezzi minimi garantiti: "95 euro al quintale per l’industria, 140 per il fresco"

Autore Redazione Web | gio, 05 nov 2026 07:25 | Bergamotto Territorio Comitato Assemblea

Il Comitato dei Bergamotticoltori, guidato da Giuseppe Falcone, convoca per il 28 novembre a Melito Porto Salvo un’assemblea pubblica 

Il Comitato dei bergamotticoltori reggini, nato nel 2023 a supporto della filiera bergamotticola e a sostegno del Comitato promotore dell’IGP, annovera circa duecento produttori  e oggi rappresenta con forza le esigenze reali del comparto, vista la totale mancanza di tutela dei bergamotticoltori. Il portavoce Giuseppe Falcone chiama a raccolta i 51 Sindaci dell'areale IGP, gli Assessori Regionali all'Agricoltura e all'Ambiente, le istituzioni camerali, metropolitane, gli agricoltori e le loro cooperative e associazioni,  tutte le ditte di trasformazione,  all’assemblea pubblica fissata per il prossimo sabato  28 novembre 2026 per blindare la sostenibilità economica della filiera.

Una quotazione ufficiale, trasparente ed etica per salvare l'oro verde reggino dalle speculazioni finanziarie, dai rincari energetici insostenibili e dagli effetti devastanti di una crisi climatica senza precedenti. È questa la richiesta perentoria che il Comitato dei Bergamotticoltori Reggini, guidato dal portavoce Giuseppe Falcone, indirizza formalmente ai vertici della Regione Calabria, della Città Metropolitana e della Camera di Commercio: “Sulla scia dei recenti e storici successi normativi e giudiziari che stanno blindando il definitivo riconoscimento dell'IGP a livello europeo, e visti i ritardi abnormi di approvazione che stanno favorendo l’ingresso regolare di bergamotto sul mercato provenienti da più regioni, i produttori intendono accelerare sulla sostenibilità economica. Il Comitato dei bergamotticoltori reggini ha quantificato i costi reali di gestione sul campo per l'annata in corso, definendo le cifre minime di riferimento sotto le quali non è più possibile scendere: 95,00 euro al quintale per il prodotto da industria ovvero destinato alla spremitura e all'estrazione dell'olio essenziale e 140,00 euro al quintale per il frutto fresco da mercato”

“Anche l’effetto di salvaguardia ambientale e tutela dal cambiamento climatico del nostro agrume simbolo, lo rende un unicum biologico e di biodiversità globale: un motivo in più per cui non si può prescindere dalla dignità economica di chi lo coltiva quale custode storico del terrtiorio da generazioni - dichiara con fermezza Giuseppe Falcone, portavoce del Comitato -. Quest'anno le aziende agricole hanno affrontato esborsi spaventosi, amplificati da una siccità estrema che ha richiesto turni continui di irrigazione straordinaria di soccorso solo per salvare le piante dal disseccamento e che comunque non ha potuto evitare la perdita di circa il 50% della produzione. Accettare passivamente quotazioni inferiori significherebbe condannare i nostri bergamotteti al graduale ed abbandono definitivo della coltura, impoverendo il tessuto sociale ed economico  reggino a esclusivo vantaggio di pochi intermediari e trasformatori speculativi, nonché ad una sostanziale desertificazione di un territorio già esposto da tempo alla desertificazione ovvero ai sempre più estremi cambiamenti climatici.  Non permetteremo che l'eccellenza di questa terra venga ancora svenduta e infine distrutta”.

Per trasformare la proposta in un patto di filiera stringente, il Comitato dei Bergamotticoltori Reggini  si accinge a convocare ufficialmente una grande Assemblea Pubblica per sabato  28 novembre 2026 a Melito Porto Salvo. L'evento si configurerà come un vero e proprio tavolo istituzionale allargato, a cui saranno  formalmente invitati, oltre a tutti i produttori  e le associazioni datoriali e di categoria anche i sindaci dei 51 Comuni compresi nell'areale del disciplinare IGP del Bergamotto di Reggio Calabria, l’Assessore all'Agricoltura della Regione Calabria, l’Assessore all'Ambiente della Regione Calabria, il  Sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria, il Presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria, il Presidente del Comitato promotore dell’IGP “Bergamotto di Reggio Calabria”, i raprpesentanti del Consorzio del Bergamotto e del  Consorzio della DOP olio essenziale del Bergamotto di Reggio Calabria,  i rappreswentanti delle OP agrumicole, i titolari e i rappresentanti di tutte le ditte di trasformazione industriale attive nella provincia reggina. L'obiettivo dell'incontro del 28 novembre sarà duplice. Da un lato, l'istituzione immediata di una Commissione Prezzi permanente (Borsa Merci Locale) presso la Camera di Commercio, finalizzata al monitoraggio paritetico settimanale delle quotazioni di frutti ed essenze. Dall'altro, la sottoscrizione di un accordo quadro regionale che vincoli le ditte trasformatrici al rispetto dei parametri minimi fissati dai produttori. Ciò è possibile sia sulla base della “Legge sul Made in Italy” (Legge 27 dicembre 2023, n. 206), sia soprattutto  sulla base della norma, raramente rispettata, che garantisce l’acquisto dell’ortofrutta ad un prezzo superiore ai costi di produzione: D. lgs 198/2021. Inoltre verrà chiesto alle rappresentanze regionali  e provinciali di intervenire con specifici bandi emergenziali, anche a valere sul nuovo CSR Calabria (Complemento di Sviluppo Rurale) per consentire ai bergamotticoltori di combattere gli effetti del surriscaldamento globale con interventi specifici in campo.

“Siamo a un bivio storico - conclude Giuseppe Falcone -. Se le istituzioni territoriali, la politica regionale, le associazioni di categoria e la parte industriale non faranno scudo comune insieme alla base agricola, il Bergamotto di Reggio Calabria rischia la paralisi produttiva. Invitiamo tutti i produttori a partecipare compatti all'assemblea e chiediamo alle autorità risposte concrete, scritte e immediate. Il tempo delle promesse è scaduto”.


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