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Sanità, Irto attacca il Governo: «Taglia le risorse al pubblico e favorisce i privati». Allarme per la Calabria

Autore Giorgia Rieto | ven, 06 nov 2026 13:39 | Irto Sistema-Sanitario

Il segretario del Pd Calabria denuncia il definanziamento del Servizio sanitario nazionale

Il Governo punta sempre di più sulla sanità privata, mentre il Servizio sanitario nazionale rischia di perdere risorse fondamentali per garantire il diritto alle cure. È questa la denuncia del senatore Nicola Irto, segretario del Partito Democratico della Calabria, che interviene sui contenuti della Manovra economica e sulle prospettive della sanità pubblica, con particolare attenzione alle difficoltà del Mezzogiorno.

Nel mirino del parlamentare dem ci sono le risorse previste per il triennio 2027-2029. Secondo Irto, la Manovra contempla appena 7,1 miliardi di euro aggiuntivi, a fronte degli oltre 18 miliardi richiesti dalle Regioni. Una distanza che, secondo il senatore, si accompagna a un contestuale aumento di tre punti percentuali del tetto di spesa per le prestazioni acquistate dai privati accreditati.

«Sono dati che dimostrano la volontà dell’esecutivo di lasciare la sanità pubblica senza le risorse necessarie e di alimentare il ricorso a quella privata, con conseguenze pesantissime, soprattutto per il Mezzogiorno», afferma Irto.

Il quadro delineato dal segretario regionale del Pd diventa ancora più preoccupante guardando alle prospettive del Fondo sanitario nazionale, che nel 2029, secondo i dati citati, scenderà al 5,87% del Pil. A questo si aggiunge un altro elemento: nel 2025 ben 5,6 milioni di italiani avrebbero rinunciato a visite ed esami.

In Calabria, la situazione viene descritta come particolarmente critica sul fronte della prevenzione. Irto richiama i dati dell'Osservatorio nazionale screening relativi al 2025: l'adesione allo screening colorettale si sarebbe fermata al 6,4%, mentre quella allo screening cervicale avrebbe raggiunto appena il 16,7%.

Numeri che, secondo il parlamentare, evidenziano una prevenzione ancora gravemente insufficiente e profonde disuguaglianze nell'accesso ai servizi sanitari.

Da qui la richiesta di un cambio di strategia, a partire dall'incremento delle risorse destinate alla sanità pubblica e dalla revisione dei criteri di ripartizione del Fondo sanitario nazionale. Per Irto, non è più sufficiente basarsi sugli attuali parametri: occorre considerare concretamente i bisogni dei territori e le difficoltà che condizionano l'accesso alle cure.

Tra i criteri indicati figurano il fabbisogno effettivo di assistenza, gli indici di deprivazione socioeconomica, la morbilità, le comorbilità e la fragilità delle aree interne. Da valutare anche le condizioni della viabilità e i tempi necessari per raggiungere gli ospedali, elementi particolarmente rilevanti in una regione come la Calabria.

Il senatore attacca inoltre il progetto di autonomia differenziata, ritenendo che possa aggravare ulteriormente le disparità territoriali già esistenti.

«Il governo mostra una miopia e una sordità politiche impressionanti», sostiene Irto, che conclude con un richiamo al principio di uguaglianza nell'accesso alle cure: «La salute non può diventare un privilegio per paperoni o per chi abita nelle regioni più ricche. Il diritto alle cure deve essere uguale per tutti, come impone la Costituzione».

Una presa di posizione che riporta al centro del dibattito politico il tema delle risorse per la sanità pubblica e delle difficoltà del sistema calabrese, dove liste d'attesa, carenze assistenziali e scarsa adesione alla prevenzione continuano a rappresentare questioni cruciali.

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