Gallico Marina, un vicolo sarà intitolato a don Vincenzo Stissi: il parroco che dedicò la vita alla comunità

Autore Giorgia Rieto | sab, 07 nov 2026 19:50 | Gallico Stissi

Un riconoscimento alla memoria di un sacerdote che, tra le due guerre, fu punto di riferimento religioso, educativo e umano per generazioni di gallicesi

La memoria di chi ha lasciato un segno autentico nella vita di una comunità non si perde con il passare degli anni. A Gallico Marina, quel legame con il passato si rinnova attraverso un gesto simbolico ma dal profondo significato: sabato 14 novembre 2026, alle ore 10:30, un vicolo del quartiere sarà intitolato a don Vincenzo Stissi, sacerdote che per quasi vent'anni ha accompagnato la vita religiosa e sociale della comunità.

Una dedica che restituisce spazio e riconoscimento a una figura importante della storia di Gallico Marina, ricordata non soltanto per il proprio ministero sacerdotale, ma anche per l'attività di insegnante elementare nelle scuole pubbliche del territorio. Don Vincenzo fu infatti un riferimento per intere generazioni di giovani e per le loro famiglie, distinguendosi per la dedizione alla formazione e per il rapporto costruito con la popolazione.

Nato a Biancavilla il 20 novembre 1877, da Giuseppe e Anna Ventura, Vincenzo Stissi intraprese inizialmente il percorso religioso nell'ordine carmelitano, assumendo il nome di padre Adriano Maria. Dopo aver conseguito la licenza in Sacra Teologia presso l'Università Sant'Apollinare di Roma, nel giugno 1906, venne ordinato sacerdote il 30 marzo 1907.

La sua vita fu segnata anche dall'esperienza della Prima guerra mondiale. Il 5 dicembre 1915 venne nominato cappellano militare, con il grado di caporal maggiore, prestando servizio nella XII Compagnia di Sanità a Lanzo Torinese. Terminato il servizio, nel febbraio 1919 fu posto in congedo. Per i meriti maturati durante la guerra ricevette importanti riconoscimenti: fu nominato Cavaliere della Corona d'Italia, insignito della Croce al merito di guerra e di un diploma di benemerenza rilasciato dal vescovo castrense con relativa medaglia.

Conclusa l'esperienza nell'ordine carmelitano, nel 1919 venne incardinato come sacerdote diocesano nell'Arcidiocesi di Reggio Calabria. Fu inizialmente destinato alla parrocchia di Chorio di San Lorenzo, dove ricoprì l'incarico di vicario economo fino al 1921.

Arrivò quindi a Gallico Marina, dove avrebbe lasciato una traccia profonda. Fu parroco di Santa Maria di Porto Salvo dal 1921 al 1939, dedicandosi contemporaneamente all'insegnamento nelle scuole elementari pubbliche. Due ruoli che gli permisero di essere vicino alla comunità in ogni momento della vita quotidiana: nella dimensione spirituale e in quella educativa.

Tra gli aspetti più significativi del suo ministero figura anche l'impegno per la ricostruzione della chiesa parrocchiale, distrutta dal terremoto del 1908. Don Stissi seguì i lavori fino alla riapertura dell'edificio sacro, inaugurato il 5 agosto 1928, diventando una delle prime chiese ricostruite in muratura dopo il devastante sisma che aveva colpito Reggio Calabria e Messina. Si occupò inoltre di arricchire la chiesa con nuovi arredi e con un ostensorio, legato alla memoria del Congresso eucaristico del 1928.

Lasciò Gallico nel 1939. Morì a Biancavilla il 21 luglio 1949, in condizioni di dignitosa povertà, e lì venne sepolto.

A distanza di tanti anni, l'intitolazione di un vicolo rappresenta molto più di una semplice dedica toponomastica. È un modo per consegnare alle nuove generazioni il ricordo di un uomo che seppe essere sacerdote, insegnante e presenza quotidiana per il proprio paese.

Perché la storia di una comunità non è fatta soltanto di grandi avvenimenti, ma anche delle persone che, attraverso il proprio lavoro e la propria umanità, hanno contribuito a costruirne l'identità. E don Vincenzo Stissi è stato, per Gallico Marina, una di quelle persone da non dimenticare.

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