Cristiano Caccamo torna in Calabria con “La Madreterra”: «Girare nella mia terra è un regalo»

Autore Giorgia Rieto | sab, 10 ott 2026 16:03 | Cristiano-Caccamo La-Madreterra Calabria

L’attore originario di Taurianova sarà tra i protagonisti della nuova serie in onda nel 2027

La Calabria come luogo delle radici, ma anche come scenario di storie capaci di raccontarne l’identità, le bellezze e le contraddizioni. Per Cristiano Caccamo, attore originario di Taurianova, il ritorno nella propria terra davanti alla macchina da presa rappresenta un’esperienza speciale. A raccontarlo è lui stesso, intervistato da Pasquale Romano in occasione delle riprese de La Madreterra, la serie televisiva Mediaset che arriverà sul piccolo schermo nel 2027.

Un progetto che segna una novità nel percorso professionale dell’attore calabrese: «Non ho mai girato in Calabria, per me è un regalo», racconta Caccamo, sottolineando il valore personale di un’esperienza che gli permette di ritrovare luoghi e atmosfere legati alle proprie origini.

Una storia tra bergamotto, amore e mistero

Al centro della serie c’è il mondo della bergamotticoltura, un universo profondamente legato al territorio reggino e a una delle sue produzioni più rappresentative. Ma La Madreterra non è soltanto un racconto dedicato alla terra e alle sue eccellenze: la vicenda si sviluppa attraverso un intreccio di mistero, dramma familiare e sentimenti.

Il ritorno in Calabria, la conoscenza di nuovi personaggi e una storia d’amore diventano gli elementi attraverso cui emergono segreti nascosti. Un giallo che si intreccia con le dinamiche familiari, mentre il territorio assume un ruolo centrale nella costruzione della narrazione.

Per Caccamo, dunque, si tratta di un ritorno a casa anche sul piano simbolico: interpretare una storia ambientata nella propria regione significa contribuire a portare sullo schermo una Calabria che non è soltanto sfondo, ma parte integrante del racconto.

La scoperta dell’annona: «Non conoscevo questo frutto»

Tra le curiosità emerse durante l’esperienza calabrese c’è anche la scoperta dell’annona, un frutto che ha sorpreso lo stesso attore.

«Qualcosa che non conoscevo? L’annona, questo frutto non lo conoscevo», racconta Caccamo, soffermandosi su una delle particolarità del territorio.

Una scoperta che diventa anche occasione per parlare delle ricchezze meno conosciute della Calabria. L’annona, infatti, è una coltura presente anche nell’area di Reggio Calabria, dove trova condizioni climatiche favorevoli. Un dettaglio che restituisce l’immagine di una terra ricca di peculiarità, non sempre note neppure a chi, come Caccamo, è nato e cresciuto in Calabria.

«La pubblicità più grande per una regione è girare film proprio lì»

Nel corso dell’intervista con Pasquale Romano, l’attore pone l’accento anche sul valore delle produzioni audiovisive per la promozione turistica e culturale dei territori.

«La pubblicità più grande che può fare una regione è girare film proprio in Calabria», afferma, indicando nella presenza del cinema e della televisione una straordinaria opportunità per far conoscere paesaggi, tradizioni e identità locali.

Il riferimento è alla Puglia, che negli ultimi anni ha beneficiato della visibilità offerta da numerose produzioni cinematografiche e televisive. Un esempio che, secondo Caccamo, dimostra quanto le immagini del cinema possano contribuire a rafforzare l’attrattività di una regione.

Portare le produzioni in Calabria significa, infatti, mostrare al pubblico nazionale luoghi, storie e tradizioni che spesso rimangono fuori dai principali circuiti della narrazione televisiva. E significa anche creare occasioni di lavoro e valorizzare professionalità e risorse locali.

Un ritorno alle origini che guarda al futuro

Per Cristiano Caccamo, originario di Taurianova, La Madreterra rappresenta quindi molto più di un nuovo impegno professionale. È l’occasione per girare per la prima volta nella propria terra e partecipare a una storia che mette al centro alcuni degli elementi più riconoscibili del territorio reggino.

Il bergamotto, i legami familiari, i segreti e gli amori diventano così gli ingredienti di una narrazione che punta a unire intrattenimento e identità territoriale.

L’appuntamento è per il 2027, quando la serie arriverà in televisione. Nel frattempo, le parole dell’attore rilanciano una riflessione importante per la Calabria: investire sulle produzioni audiovisive può essere una strada per raccontare la regione attraverso le sue storie, valorizzarne le bellezze e farla conoscere a un pubblico sempre più ampio.

E per chi, come Caccamo, porta la Calabria nel proprio percorso personale, poterla finalmente raccontare anche attraverso il cinema e la televisione ha un significato particolare: «Per me è un regalo».


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