In questo tempo di crisi continuano a rappresentare le radici a cui aggrapparsi nelle difficoltà
Si celebra oggi in Italia la Festa dei Nonni, una scelta non casuale che ricade nella data del 2 ottobre, giorno dedicato agli Angeli Custodi nella tradizione cristiana cattolica. Nonni che in questi tempi di crisi non solo economica ma soprattutto sociale, continuano a rappresentare con le loro radici un punto di riferimento anche per chi oggi è già genitore a sua volta.
Aiuto per pagare una bolletta, una cena preparata all’ultimo minuto che ha comunque il sapore (e il peso in grammi) della domenica, baby sitter a tempo pieno e chi più ne ha più ne metta.
Come ha scritto papa Francesco celebrandoli lo scorso 24 luglio (è la Giornata Mondiale dei Nonni, ndr): «nella vecchiaia daranno ancora frutti».
Certo una stagione “non facile” della vita per molti, tra problemi di salute in un tempo sempre più veloce e costretto a delegare anche la gestione degli affetti.
«Le società più sviluppate spendono molto per questa età della vita, ma non aiutano a interpretarla. Offrono piani di assistenza, ma non progetti di esistenza» scrive ancora papa Francesco nel suo messaggio. E aggiunge un appello: «Siamo chiamati ad essere artefici della rivoluzione della tenerezza».
Nel suo messaggio odierno il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella scrive: «Se oggi viviamo in un Paese democratico, economicamente progredito, dotato di una Carta costituzionale che tutela i diritti inviolabili dell’uomo lo dobbiamo agli anziani, portatori di un patrimonio di valori che abbiamo il dovere di consegnare integro alle generazioni future.
Il tema della Giornata odierna è dedicato, quest’anno, alla resilienza delle persone anziane in un mondo che cambia, con una attenzione particolare alle donne e alla forza d'animo con cui affrontano le sfide globali.
La pandemia da Covid-19 ha messo ancor più in evidenza le disuguaglianze esistenti, soprattutto con riferimento alle donne che costituiscono la maggioranza delle persone anziane nel mondo e affrontano il problema della insicurezza economica e del rischio di povertà in misura maggiore rispetto agli uomini della stessa fascia di età».
«Nonostante ciò, le donne anziane continuano ad impegnarsi in modo significativo in ogni settore della vita politica, civile, economica, sociale e culturale con contributi che, troppo spesso, vengono ignorati o dati per scontato. Sono le donne che, molto spesso, continuano a svolgere, anche nell’età anziana, una parte fondamentale del lavoro di cura all’interno delle famiglie, accudendo familiari disabili e non autosufficienti. Non si può, quindi, pensare di affrontare efficacemente l’invecchiamento della popolazione, con i problemi e le opportunità che esso pone, senza tener conto della specificità femminile.
L’età avanzata è, purtroppo, anche una condizione di fragilità: il numero degli anziani non autosufficienti è destinato ad aumentare e ciascuno di noi è chiamato a fare quanto possibile, proprio in virtù di quel legame di riconoscenza che lega ogni generazione a quella che l’ha preceduta, per garantire a tutti, in qualsiasi stagione, una vita dignitosa».
(foto Adnkronos)