Nove anni dopo quel tragico naufragio al largo di Lampedusa nel solo 2022 hanno già perso la vita 1400 persone
Ricorre oggi la Giornata Nazionale della Memoria e dell’Accoglienza. Nove anni fa, il 3 ottobre del 2013 al largo di Lampedusa, persero la vita 368 persone in un tragico naufragio. Di questi 83 erano donne e 9 i bambini che cercavano salvezza in Europa.
Da quel 3 ottobre sono quasi 25mila i migranti e i rifugiati che hanno perso la vita nel Mediterraneo. “Solo nel 2022 sono già 1400” secondo dati Unhcr.
“È inaccettabile che bambini, donne e uomini, persone in fuga da guerre, violenze e persecuzioni, continuino a perdere la vita nel Mediterraneo”, sottolinea Chiara Cardoletti, Rappresentante dell’Unhcr per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. “L’Europa deve dotarsi di un meccanismo più prevedibile e efficiente guidato dagli Stati per la ricerca e il salvataggio in mare e fare in modo che chi arriva in cerca di protezione possa trovarla e ricostruire la propria vita in dignità”.
In attesa che un tale meccanismo sia creato e implementato, Oim, Unhcr e Unicef ribadiscono il loro apprezzamento per il prezioso lavoro di soccorso in mare effettuato dalla Guardia Costiera Italiana, dalle Ong e dai comandanti delle navi commerciali. Senza il loro prezioso contributo il numero di morti e dispersi sarebbe molto più alto.
Le Organizzazioni delle Nazioni Unite ribadiscono l’importanza di ampliare i canali sicuri e regolari di asilo e migrazione per garantire alternative sicure all’attraversamento in mare.
“Alla luce del continuo numero di tragedie alle quali ancora assistiamo, in questa giornata è importante ribadire come la salvaguardia della vita umana sia prioritaria rispetto a tutte le altre considerazioni afferenti la gestione del fenomeno migratorio e che il soccorso di persone in difficoltà è un principio fondamentale di umanità e solidarietà, e che deve essere supportato e promosso a tal fine sia il lavoro degli Stati sia il prezioso contributo delle Ong presenti nel Mediterraneo”, afferma Laurence Hart, Direttore dell’Ufficio di Coordinamento Oim per il Mediterraneo.
Resta inoltre necessario continuare ad assicurare un sistema in grado di identificare tempestivamente le categorie più vulnerabili che arrivano in Italia, tra cui minori stranieri non accompagnati, sopravvissute/i alla violenza di genere e vittime di tratta, e garantire che chi ha subito maltrattamenti e abusi venga indirizzato verso un’assistenza specializzata.
“Ancora oggi tra rifugiati e migranti che attraversano il Mediterraneo Centrale contiamo molti minorenni, tra cui tante ragazze, spesso tra i soggetti più esposti al rischio di sfruttamento e violenza. Un’accoglienza adeguata, la presa in carico dei casi più vulnerabili, il reinserimento scolastico e l’inclusione sociale, compreso il contrasto alla discriminazione, restano la chiave per consentire loro un nuovo percorso nella società d’accoglienza – Sarah Martelli, Coordinatrice Unicef per la risposta in Italia ad interim.
In occasione della ricorrenza del 3 ottobre, l’Unhcr, l’Oim e l’Unicef accolgono e rilanciano la proposta del Comitato 3 ottobre che chiede alle istituzioni europee che il 3 ottobre diventi Giornata europea della memoria e dell’accoglienza, nella convinzione che non ci sia futuro senza memoria. La proposta di legge per l’istituzione del 3 ottobre quale Giornata Europea della Memoria e dell’Accoglienza proposta dal Comitato 3 ottobre è stata sottoscritta tra gli altri da: Comune di Lampedusa e Linosa, Medici Senza Frontiere Arising Africans, Festival Divercity, U.N.I.R.E.
Fonte Unhcr