Il sindacato interviene dopo alcuni episodi avvenuti nella struttura di Arghillà
Maurizio Policaro, Segretario Regionale Osapp Calabria interviene in una nota sulla situazione nella Casa circondariale di Arghillà.
“Ci risiamo! Oggi è il turno di Reggio Calabria”, dove – spiega il sindacalista - in una sezione detentiva di media sicurezza del carcere di Arghillà, alcuni detenuti nel corso della fruizione della socialità hanno dato corso a manifestazioni di violenza dando seguito ad una rissa.
Nel contempo – prosegue la nota - in un’altra sezione, una persona (già autore di simili comportamenti) ha tentato di incendiare la camera detentiva che lo ospitava.
Grazie all'intervento degli Agenti fuori servizio che hanno immediatamente risposto al tam-tam per dare man forte a quell' esiguo numero in servizio, hanno ristabilito l'ordine all'interno.
Pasquale Montesano, Segretario generale Aggiunto dell’Osapp interviene sulla situazione negli istituti penitenziari italiani fotografandone un’immagine sconfortante i cui problemi vanno ricercati prima di tutto nel sovraffollamento e nell’endemica mancanza di personale, un problema che rende molto più difficile il lavoro degli operatori a partire da quello della polizia penitenziaria, troppo spesso vittima di aggressioni.
Il carcere nella situazione attuale non può avere una funzione educativa e riabilitativa – spiega il sindacalista.
Purtroppo – prosegue – è palese che il sistema abbia fallito, ma ciò che sembra più paradossale è che non vi sia stata ad oggi una presa d’atto da parte del Governo con la messa in campo di immediati e tangibili provvedimenti, anzi, quelli che sono arrivati dal Ministero della Giustizia sono tutti andati nella direzione opposta a quella auspicata ed hanno finito per allargare le maglie del sistema.
Il Ministero della Giustizia e la nuova compagine di Governo – chiosa la nota del sindacato - diano un segnale inequivocabile, è necessario istituire una task force permanente al Ministero della Giustizia e prevedere immediati investimenti sia per l’introduzione e l’implementazione di strumenti e tecnologie sia, e soprattutto, per consentire assunzioni straordinarie di Poliziotti penitenziari che possano colmare i vuoti organici di oltre 7.000 unità.