Dopo lo stop per la pandemia oltre duemila presenze registrate questo fine settimana
Due anni di chiusura forzata e di restrizioni non hanno intaccato la fama della Sagra del cinghiale di Santo Stefano in Aspromonte. Circa 2000 le presenze registrate sabato 22 ottobre negli oltre 15 stand degustativi tra caldarroste, pannocchie, gli immancabili panini con la salsiccia, frittole e porchetta, vino locale e ottima birra artigianale, per poi aggiungere dolciumi ed il sempre gradito artigianato.
Nulla è mancato alla manifestazione gastronomica più attesa dell'autunno aspromontano, oltre ai momenti degustativi, infatti, si è aggiunto il divertimento e l'allegria profusi dal gruppo folk “Gli Agatini” che hanno eseguito la loro performance accompagnati dai giganti e dall’amata tarantella. Una degustazione apprezzata da tutti, e curata dal Comitato civico donne di Santo Stefano in movimento, che ha deliziato i palati dei presenti, ma a dare un tocco di allegria – prosegue la nota - è stata la musica del maestro Cosimo Papandrea che, con oltre due ore di concerto, ha fatto danzare l'intera piazza e smosso gli animi di tutti a suon di “stilla chiara”.
L’amministrazione comunale di Santo Stefano in Aspromonte, da ora appuntamento l’1 novembre a Mannoli con la Sagra della castagna.