Oggi si celebra il "World Pasta Day" all'insegna della tradizione

Autore Redazione Web | mar, 25 ott 2022 11:28 | Worldpastaday Coldiretti Enogastronomia

Dopo la pandemia anche la crisi spinge verso un ritorno alle "ricette della nonna"

Si celebra oggi il “World Pasta Day” simbolo per eccellenza dell’italianità nel mondo. Quest’anno però è anche un ritorno alla tradizione soprattutto per motivi inaspettati.

«In quasi una famiglia su tre (29%) si prepara pasta semplice o ripiena fatta in casa durante l’anno con un ritorno del fai da te spinto dal caro bollette e dall’inflazione, con penne e spaghetti che sono aumentati del 24,6% a settembre 2022 rispetto allo scorso anno». È quanto emerge dall’analisi Coldiretti/Ixe’ divulgata proprio in questa occasione.

«Con il caro pasta scatenato dalla crisi energetica si registra – sottolinea la Coldiretti – un ritorno al passato rispetto alle prime fasi dell’industrializzazione e urbanizzazione del Paese quando la conquista della modernità passava anche dall’acquisto della pasta piuttosto che dalla sua realizzazione in casa. Una tendenza – precisa la Coldiretti – confermata dal boom delle pubblicazioni dedicate, dalle chat su internet, dal successo delle trasmissioni televisive e dai corsi di cucina anche nei mercati e negli agriturismi di Campagna Amica».

«Dalle tagliatelle ai tortellini, dalle lasagne ai ravioli, se in passato erano, soprattutto i più anziani a fare la pasta in casa adesso – precisa la Coldiretti – la passione si sta diffondendo anche tra i più giovani e tra persone completamente a digiuno delle tecniche di preparazione. Non è un caso che la macchina impastatrice sia entrata nel 2021 a far parte del paniere Istat per misurare il costo della vita. Per gli italiani che dalle campagne e dai piccoli comuni affluivano nelle grandi città lasciare le tradizionali abitudini culinarie era una straordinaria e simbolica conquista del nuovo benessere mentre oggi con la riscoperta della genuinità come valore, il fatto in casa – continua la Coldiretti – torna a valere di più del prodotto acquistato».

«Si cercano con attenzione le farine – prosegue la nota della Coldiretti - magari utilizzando quelle degli antichi grani storici italiani, e quando non è possibile fare da soli si cerca sullo scaffale le confezioni di pasta che garantiscono l’origine nazionale al 100% del grano impiegato, impensabile fino a pochi anni ma ormai patrimonio di quasi tutti i principali brand. Il risultato è che le vendite di pasta di grano garantito italiano sono cresciute del 14% in valore nei primi cinque mesi del 2022, secondo l’analisi Coldiretti su dati Ismea».

«Anche grazie a questo trend l’Italia resta il paese – rileva la Coldiretti – con il più elevato consumo di pasta per un quantitativo di 23,5 chilogrammi a testa contro i 17 chili della Tunisia, seconda in questa speciale classifica seguita da Venezuela (15 kg), Grecia (12 kg), Cile (9,4 kg), Stati Uniti (8,8 kg), Argentina e Turchia a pari merito (8,7 kg) che testimoniano come questo tipo di prodotto abbia estimatori ad ogni latitudine».

(foto di Oldmermaid da Pixabay)

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