Geologi liberi professionisti coinvolti nelle attività esercitative per l’esecuzione di sopralluoghi sul territorio interessato dagli eventi.
L’esercitazione nazionale di protezione civile sul rischio sismico, denominata “EXE Sisma Stretto 2022”, ha visto anche i geologi liberi professionisti coinvolti nelle attività esercitative per l’esecuzione di sopralluoghi sul territorio interessato dallo scenario di evento, a supporto della “Funzione Tecnica e di Valutazione – Rischi indotti” e della "Funzione Censimento Danni e Agibilità post evento delle costruzioni", attivate durante l’esercitazione presso la Direzione di Comando e Controllo (DiComaC). È quanto si legge in un comunicato dei geologi della Calabria.
Il CNG e gli Ordini regionali dei Geologi di Calabria e Sicilia - prosegue la nota -, coordinati rispettivamente dai delegati Lorenzo Benedetto (Consigliere nazionale dei geologi), Giulio Iovine (Presidente dell’ORG-Calabria) e Davide Siragusano (Vice Presidente dell’ORG-Sicilia), sono stati coinvolti nell’organizzazione e nella realizzazione delle attività esercitative, con l’impiego di diversi geologi liberi professionisti. L’esperienza maturata in occasione dell’esercitazione, con la partecipazione attiva in sopralluoghi e riunioni di approfondimento, ha consentito di affinare le competenze e la capacità di risposta dei professionisti in occasione di eventi critici improvvisi e potenzialmente distruttivi.
Gli Ordini dei Geologi di Calabria e Sicilia - si legge ancora -, di concerto con il Consiglio Nazionale dei Geologi, desiderano esprimere grande soddisfazione per il supporto tecnico e umano fornito durante questa iniziativa, e auspicano l’organizzazione sistematica di eventi formativi analoghi (anche inerenti ad altri tipi di rischi naturali), per estendere maggiormente la platea di tecnici qualificati, pronti a offrire il proprio contributo specialistico in occasione delle emergenze che potrebbero interessare il territorio.
Al contempo - conclude la nota -, auspicano una crescente attenzione nei riguardi della pianificazione d’emergenza a scala comunale, per fare in modo che simili strumenti – di rilevanza vitale per la popolazione – non restino nei cassetti degli uffici tecnici ma vengano effettivamente implementati e aggiornati, pubblicizzandoli mediante azioni di informazione capillare ed esercitazioni periodiche, al fine di avere comunità sempre più resilienti.