Processo "Miramare", giudici in camera di consiglio: tra poche ore sarà emessa la sentenza

Autore Redazione Web | mar, 08 nov 2022 15:52 | Miramare Giuseppe-Falcomatà Reggio Calabria

La Corte d'Appello di Reggio Calabria si è ritirata in camera di consiglio e tra qualche ora i giudici emetteranno la sentenza per il caso "Miramare" che vede coinvolto il sindaco sospeso Giuseppe Falcomatà

La Corte d'Appello di Reggio Calabria si è ritirata i camera di consiglio e tra qualche ora i giudici emetteranno la sentenza. Il processo Miramare che vede imputato il sindaco sospeso Giuseppe Falcomatà, oggi potrebbe arrivare ad un punto decisivo. La Procura ha chiesto un anno e 4 mesi di reclusione per abuso d'ufficio ai danni dell'ex sindaco del Partito democratico. I pm Walter Ignazitto e Nicola De Caria, avevano chiesto la conferma della sentenza di primo grado in seguito alla quale il sindaco, nel novembre 2021, è stato sospeso in applicazione della legge Severino. Chiesta la conferma della condanna ad un anno anche per gli altri imputati, gli assessori Saverio Anghelone, Armando Neri, Rosanna Maria Nardi, Giuseppe Marino, Giovanni Muraca, Agata Quattrone e Antonino Zimbalatti. L'accusa contestata a Falcomatà riguarda presunti illeciti risalenti al 2015 e legati  alla procedura di affidamento dell'immobile di proprietà del Comune (un tempo Miramare) all'associazione "Il sottoscala", rinconducibile all'imprenditore Paolo Zagarella, condannato in primo grado a un anno di reclusione così come il segretario comunale dell'epoca Giovanna Antonia Acquaviva e l'ex dirigente di "Servizi alle imprese e sviluppo economico" del Comune Maria Luisa Spanò. L'affidamento, secondo l'accusa, avrebbe rappresentato una contropartita per la concessione da parte di Zagarella a titolo gratuito a Falcomatà di alcuni locali per ospitare la sua segreteria elettorale nel corso della campagna elettorale per le elezioni amministrative del 2014. Prima che i giudici si ritirassero in camera, l'ultimo intervento è stato di Giandomenico Caiazza, difensore di Falcomatà che ha chiesto l'assoluzione per il suo assistito "perchè il fatto non sussiste".

(ANSA)

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