Siccità, la Fillea Cgil calabrese chiede interventi per le dighe incompiute

Autore Redazione Web | mer, 09 nov 2022 09:05 | Siccita Filleacgil Simonecelebre

L'appello del segretario generale Simone Celebre al Consiglio regionale calabrese

Un grave stato di siccità con la conseguente carenza d’acqua sta interessando il nostro Paese ormai da qualche anno. La siccità e, soprattutto, la carenza d’acqua, la crisi energetica oramai, sono tra i problemi più gravi dell’intera umanità, anche perché si ripropongono sempre più spesso negli anni a causa dei cambiamenti climatici in corso, e non solo.  

Il 2022, secondo gli esperti si legge nella nota del Segretario generale Fillea Cgil Calabria, Simone Celebre, si caratterizzerà per essere stato l’anno dove si è registrata una delle più gravi siccità degli ultimi secoli. La siccità e la carenza d’acqua sono problemi che stanno colpendo pesantemente l’Italia. Emergenza che nel secondo quadrimestre di quest’anno ha interessato prima il Nord e poi anche il Centro e il Sud. Emergenza che anche in questi giorni, in pieno autunno, interessa gran parte del Paese. Anche la nostra regione non è esente dall’emergenza siccità e dalla carenza d’acqua. 

Da più parti – prosegue la nota - si sostiene e si chiede che la Giunta regionale calabrese in una prossima seduta dichiari lo stato di siccità per l’intera Regione, con verifica e riconoscimenti dei danni subiti dalle imprese agricole.

 Anche in Italia, compresa la Calabria, quindi, esiste una situazione che rende non più rinviabile la realizzazione di un piano articolato di contrasto alla siccità e alla carenza d’acqua, che ci consenta di guardare al futuro con ottimismo. È necessario intervenire con urgenza, ora, con misure che possono portare un sollievo immediato. 

Noi della Fillea Cgil Calabria – chiosa la nota - pur essendo convinti che la battaglia contro la siccità e la carenza d’acqua bisogna farla su più fronti, riteniamo che una buona risposta potrebbe arrivare con il completamento e l’avvio degli invasi esistenti evitando così di lasciare le opere incompiute. Una scelta che non solo darebbe un fattivo aiuto a contrastare la siccità e la conseguente penuria d’acqua, ma che contribuirebbe, altresì, a creare migliaia di posti di lavoro. Pertanto, auspichiamo che il Consiglio regionale nella prossima seduta inizi a parlare delle “storiche” dighe incompiute presenti nella nostra Regione come la Diga dell’Esaro e la Diga del Re Sole nella provincia di Cosenza, la Diga del Melito nella provincia di Catanzaro e la Diga del Metrano nella provincia di Reggio Calabria.

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