È morto Gianluca Vialli

Autore Redazione Web | ven, 06 gen 2023 11:59 | Gianluca-Vialli

L'ex attaccante di Cremonese, Sampdoria, Juventus e Chelsea vinto dal cancro.

Era la stagione 1980-81 quando i suoi riccioli fecero la loro prima apparizione, sui campi della serie C, con la maglia della Cremonese, la squadra della sua città natale. Appena 16enne, collezionò due presenze, ruolo tornante, in quella stagione che portò alla promozione in B dei Grigiorossi. Da quel momento in poi, la carriera di Gianluca Vialli fu una continua scalata verso il successo. Le ottime stagioni a Cremona convinsero la Sampdoria ad acquistarlo, in cambio di Alviero Chiorri.

Nelle otto stagioni in blucerchiato, agli ordini di Vujadin Boskov, Vialli vinse quasi tutto con una squadra che mai prima (né dopo) aveva raggiunto livelli così alti. La coppia con il gemello Roberto Mancini, infatti, portò in dote: uno scudetto (con tanto di titolo di cannoniere della serie A), 3 Coppe Italia, 1 Supercoppa Italiana e una Coppa delle Coppe vinta ai supplementari contro l'Anderlecht (2-0) grazie ad una sua doppietta. Vialli-Mancini, la coppia più amata e ammirata d'Italia, la Samp diventa la squadra più simpatica. I suoi gol non sono mai banali. Memorabili le sue acrobazie e le sue potenti progressioni.

In quel periodo, diventò prima il trascinatore dell'U21 di Azeglio Vicini (11 reti in 21 partite), primo ad intuirne le doti di goleador, arrivata in finale dell'Europeo di categoria, persa contro la Spagna (3-0 ai rigori), e poi della nazionale maggiore che arrivò in semifinale all'Europeo 1988 in Germania e al terzo posto nel mondiale 1990 in Italia. Nel 1987, invece, vinse il mondiale con la Nazionale Italiana Militare.

La più grande delusione del suo periodo a Genova è legato all'ultimo incontro disputato con la Samp, ovvero la finale di Champions contro il Barcellona, persa per 1-0 ai supplementari dopo che lo stesso Vialli aveva fallito due ghiotte occasioni per portare in vantaggio i suoi. Una macchia che riuscì a ripulire solo 4 anni più tardi, anche quella volta all'ultima partita con un'altra maglia del cuore, quella della Juventus. Nella finale di Roma, questa volta fu lui, da capitano dei bianconeri, ad alzare la Coppa dalle grandi orecchie, chiudendo un cerchio. In bianconero, oltre la Champions, Vialli rivinse lo Scudetto, una Coppa Italia e la Coppa Uefa. Il passaggio al Chelsea, prima da giocatore poi da allenatore-giocatore, portò in dote un'altra Coppa delle Coppe, una Coppa d'Inghilterra, la Coppa di Lega Inglese e, infine, la Supercoppa Europea, con la quale completò la collezione dei titoli continentali. Dopo il ritiro, da tecnico del Chelsea, vinse anche la Charity Shield.

La sua carriera da allenatore si chiuse nel 2002, a seguito del licenziamento deciso da Elton John (proprietario) dopo una stagione deludente al Watford. Dopo anni di lontananza dai campi, nel 2019 viene nominato prima ambasciatore dalla FIGC poi capo delegazione della Nazionale maggiore. Nell'estate 2021, arriva il successo all'Europeo.

Nel periodo bianconero, scese in campo anche a Reggio Calabria, in un'amichevole di fine stagione. Era il 1993 e la sfida finì 3-0 per la Juventus con Gianluca Vialli ad aprire le marcature al 18° su assist di Roberto Baggio.

A portarlo via è il cancro, dopo una lunga ed estenuante battaglia. Di lui mancherà la signorilità, il suo essere leader con il sorriso, la sua simpatia e positività. Il calcio italiano piange una delle figure più significative degli ultimi 40 anni. 

Addio, Gianluca.


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