Ancora non è scongiurato il rischio di agitazione della categoria
Appena concluso
il Consiglio nazionale Figisc che ha visto all’ordine del giorno, ovviamente, caro
carburante e la querelle relativa alle misure varate dal Governo sulla
trasparenza dei prezzi. Per domani convocato d’urgenza un tavolo
Governo-sindacati di settore per trovare
un punto di incontro su una vicenda che ha assunto connotati spiacevoli.
È Antonino Pedà,
Presidente provinciale Figisc Confcommercio, a spiegare lo stato dell’arte ed i
termini della questione che, nella veste di Vice Presidente nazionale Figisc,
sta seguendo in questi giorni molto da vicino.
“Il clamore che
si è sollevato attorno alla vicenda del caro carburante – dichiara Pedà – ha
assunto connotati spiacevoli. È chiaro che la responsabilità dei rincari non è
assolutamente in capo ai gestori degli impianti i quali, non avendo margini di
manovra sul prezzo del carburante erogato, sono al momento solo vittime della
misura adottata dal Governo. Ne subiamo gli effetti, come il cliente, ed essere
invece additati oggi come speculatori è offensivo”.
“Nonostante sia
oramai noto a tutti – continua Pedà – che il prezzo di vendita del carburante è
determinato dalle compagnie petrolifere alle quali siamo legati
contrattualmente, raccontare di gestori che manipolano i prezzi o speculatori è
una narrazione che anche giornalisticamente conviene e che ha molta presa sul
cittadino alla ricerca, in un momento di grave crisi economica, di un
“colpevole”. Anche a seguito dell’improvvida iniziativa adottata dal Governo
circa l’ulteriore esposizione del prezzo medio giornaliero nazionale del
carburante nelle stazioni di servizio, la proclamazione dello stato di
agitazione, con presidio sotto Montecitorio, per le giornate del 25 e 26
gennaio, è stata una scelta quasi obbligata per fare sentire la nostra voce e
fare conoscere alla popolazione la verità dei fatti”.
L’ultima novità
è la convocazione d’urgenza per la giornata di domani, di un incontro tra i
Ministri competenti ed i sindacati di settore. “L’obiettivo di Figisc in questa
fase rimane quello di ristabilire la verità dei fatti – conclude Pedà. Per
questa ragione abbiamo accolto come un segnale positivo la convocazione da
parte del Governo. Finora troppe decisioni sono state prese senza ascoltare la categoria
ma rimaniamo fiduciosi che l’incontro domani possa essere utile a trovare un
punto di incontro e, soprattutto, a tutelare la reputazione e l’operato dei
gestori”.