Dura nota stampa relativa alla situazione che coinvolge il plesso scolastico "Don Milani"
Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa del Momento Civico relativo alla scuola "Don Milani" che ha portato all'attivazione della procedura all'Autorità Nazionale Anticorruzione, in attesa della comunicazione alla Procura della Repubblica e della Corte dei Conti.
Aderendo all’invito della sindaca, secondo cui le denunce prima si presentano e poi si annunciano, ieri mattina è stata data comunicazione, formalmente protocollata, all’Autorità Nazionale Anticorruzione per segnalare alcune anomalie nell’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura in relazione alla Scuola “Don Milani” del quartiere Pezzo.Da circa 8 anni l’edificio scolastico nega il diritto allo studio al popoloso quartiere per via di eterni lavori e ristrutturazioni asseritamente errate, senza che mai nessuno abbia provveduto ad effettuare le segnalazioni di rito.A seguito dei sopralluoghi effettuati nei mesi scorsi dall’assessore ai lavori pubblici, la città ha, in modo ondivago, appreso la necessità che l’edificio sia sottoposto ad una serie di lavori invasivi. Tali lavori sono stati affidati direttamente ad un professionista che – seppur viene indicato l'indirizzo di residenza – collabora con lo studio di architettura di cui sarebbe contitolare insieme alla coniuge, già candidata non eletta della “lista Caminiti” e presso il quale risulta collaborare stabilmente anche l’assessore ai Lavori Pubblici.Conflitto d’interesse a parte, una delle anomalie riguarda proprio la Delibera di Giunta, la nr. 94 del 2022, che non si limita ad indicazioni di carattere generale e di indirizzo ma, in violazione dell’art. 107 del TUEL e delle “Linee Guida” nr. 3 di attuazione del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, rubricato «Nomina, ruolo e compiti del responsabile unico del procedimento per l’affidamento di appalti e concessioni» e stabilisce anche che tale affidamento debba essere conferito all’esterno, invadendo un campo di attribuzione che per legge è affidato al responsabile del Settore, determinando così la nullità assoluta dell’atto.Ben prima che avesse seguito l’affidamento, come fino ad oggi sempre avvenuto, al Capo dell’Amministrazione villese era stata comunicata tale anomalia ed ella ha, tuttavia, deciso di proseguire su tale percorso, a dimostrazione della totale consapevolezza dell’iniziativa.E’, questa, una delle questioni che qualifica l’Amministrazione Comunale sul piano etico e della legalità. Ma svela anche il motivo per il quale vengono, da più di cinque mesi, negati ai cittadini atti che avrebbero permesso di effettuare un controllo serrato sull’attività amministrativa.Possiamo solo immaginare cosa potrebbe emergere da tali atti e la ragione per cui vengono negati, nonostante nei giorni scorsi e grazie alla nostra segnalazione, la Prefettura di Reggio Calabria sia intervenuta per intimare la nomina del Responsabile dell’Anticorruzione, ruolo incredibilmente rimasto vacante per circa quattro mesi.La nomina del Responsabile della Prevenzione della Corruzione ha dato il via ad un’attività di denuncia che non si fermerà all’ANAC, che ha una competenza specifica sugli appalti e sugli affidamenti pubblici, ma nei prossimi giorni proseguirà con la comunicazione dei fatti alla Procura della Repubblica ed alla Procura Regionale della Corte dei Conti, nella convinzione, più volta espressa, che etica e legalità non vanno solo enunciate ma devono essere riempite di contenuti, di fatti e condotte amministrative leali nei confronti delle Istituzioni.Consapevoli che le risposte debbano essere fornite a tutta la città, anche a quella parte maggioritaria che pretende il rispetto delle regole, l’odierna vicenda apre ad una lunga serie di segnalazioni – di cui la sindaca e gli uffici sono perfettamente a conoscenza – che puntano a ripristinare le libertà, anche quelle economiche e le regole della democrazia come presupposto per la nascita di Comunità libere da condizionamenti".