«I dati parlano di oltre 350 casi all'anno, politica disinteressata a salute pubblica».
L'Osservatorio Nazionale Amianto Area Metropolitana dello Stretto Reggio Calabria e Messina, in una nota, denuncia una situazione insostenibile nel territorio reggino, lì dove è già stato pagato un altissimo tributo in termini di vittime e malati da asbesto.
«L'osservatorio amianto di Reggio Calabria - si legge nella nota -, da anni cerca di interloquire con gli amministratori comunali pro-tempore, ma vige il silenzio assoluto, quasi a negare l'esistenza dell'amianto e degli effetti tossici nocivi che provoca, e che a trent'anni dalla messa a bando di questo micidiale cancerogeno con la L 257/92dal 1992, continua a fare registrare un numero elevato neoplasie asbesto correlate con effetti devastanti. Esistono delle leggi - prosegue -, basterebbe attuarle, ma è evidente che Reggio Calabria fa parte di un'altra nazione, è uno stato indipendente, e quindi decide della salute pubblica a proprio piacimento».
L'ultimo rilevamento regionale risalirebbe al 2016 e a Reggio non esisterebbe una mappatura aggiornata e georeferenziata dei siti inquinati, ma soprattutto un programma di controllo dell'indice di degrado, della custodia e della manutenzione degli edifici pubblici e privati con MCA (materiali contenenti amianto) come previsto dal Piano Regionale amianto Calabria (PRAC). Inoltre, in ottemperanza alla legge Regionale, i comuni si devono dotare di un Piano comunale amianto (PAC) ed uno sportello amianto ai sensi del PRAC. Passaggi obbligatori che, secondo l'Osservatorio, a Reggio Calabria risulterebbero ancora sconosciuti.
«I dati nazionali sono consultabili nel VII rapporto del ReNaM (Registro Nazionale dei Mesoteliomi ) aggiornati al 15 settembre 2022 - continua la nota -: si contano 2.706 richieste di prestazioni INAIL, per gli anni 2015-2021, con una media di 340 istanze l'anno. In aumento nel 2018 con 352 e nel 2019 invece 361. Si tratta di vittime, di istanze presentate all'INAL, donne e uomini hanno contratto mesoteliomi venendo a contatto con fibre e polveri di amianto per esposizione non professionale. Per questo - spiega l'Osservatorio -, è fondamentale evitare ogni fattore di rischio, su tutti l’esposizione al patogeno. Non esiste, infatti, una soglia di sicurezza, anche una singola esposizione può essere fatale».
L'Osservatorio segnala come a Reggio Calabria insistano cumuli di eternit buttati alla meno peggio sui marciapiedi, occultati sotto cumuli di rifiuti, senza mai un colpevole, complice il fatto che non esiste il Piano comunale.
«L’amara conclusione - chiosa l'Osservatorio - è sotto gli occhi di tutti: chi si siede sugli scranni della politica, dell'amianto e degli effetti tossici nocivi di questa fibra killer, non importa assolutamente nulla. Si cala il sipario rimandando il problema alla prossima tornata, per fare i soliti spot elettorali, mentre la tutela della salute pubblica - conclude la nota è messa sempre sotto i piedi».