La nota della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro sulle ultime novità
Prevista anche per il 2023 la
competenza per i Consulenti del lavoro e le organizzazioni datoriali più
rappresentative sulla verifica dei requisiti circa l’osservanza delle
prescrizioni del Ccnl e sulla congruità del numero delle richieste di ingresso
di cittadini di Paesi terzi. Il decreto legge “Milleproroghe” n.198/22,
infatti, estende anche al 2023 quanto stabilito dal decreto Semplificazioni (in vigore dal 22
giugno 2022 - conv in legge n.122/22) il quale dispone percorsi più
agili per l’ingresso in Italia per motivi di lavoro di personale
extracomunitario, di cui ai flussi 2021 e 2022 (ora anche 2023), mediante il
coinvolgimento dei professionisti di cui alla legge n.12/79 (tra i quali i
Consulenti del lavoro) e delle organizzazioni datoriali comparativamente più
rappresentative a livello nazionale.
In particolare, ad essi è
demandata la verifica richiesta agli Ispettorati del lavoro (Inl), in ordine
alla “osservanza delle prescrizioni del contratto collettivo di lavoro
applicabile alla fattispecie e la congruità del numero delle richieste
presentate, per il medesimo periodo, dallo stesso datore, in relazione alla sua
capacità economica e alle esigenze dell'impresa, anche in relazione agli
impegni retributivi ed assicurativi previsti dalla normativa vigente e dai Ccnl
di categoria applicabili”.
L’Inl ha emanato la nota n.3820/22 con la
quale informava che le verifiche di congruità (capacità patrimoniale,
equilibrio economico-finanziario, fatturato, numero dei dipendenti e tipo di
attività svolta dall'impresa) non spettano più all’Inl, ma ai soggetti sopra
definiti. In caso di esito positivo delle verifiche è rilasciata apposita
asseverazione che il datore produrrà unitamente alla richiesta di assunzione
del lavoratore straniero.
L’Inl ha, quindi, fornito
ulteriori indicazioni sull'asseverazione con la circolare n.3/22, rilasciando
anche il modello
da utilizzare. Con riferimento alla capacità patrimoniale e all’equilibrio
economico-finanziario del datore, sarà necessario verificare il possesso, in
relazione a ciascun lavoratore che si intende assumere, di un reddito
imponibile, o di un fatturato non inferiore a 30.000 euro annui, risultanti
dall’ultima dichiarazione dei redditi, o dall’ultimo bilancio di esercizio.
L’asseverazione, sotto la responsabilità anche penale del dichiarante, dovrà
dar evidenza di tutta la documentazione verificata, da conservare per un
periodo non inferiore a 5 anni, ed essere dettagliatamente argomentata. Tutte
le informazioni sono reperibili presso i Consulenti del lavoro.