Sono 135 i matrimoni dichiarati nulli, si restringe la durata delle convivenze
"C'è un leggero decremento del numero di cause
intentante nel corso del 2022 al Tribunale ecclesiastico regionale". Lo ha
detto mons. Vincenzo Varone, vicario giudiziale del Teic, Tribunale
Ecclesiastico Interdiocesano Calabria, aprendo a Reggio Calabria l'Anno Giudiziario
per il 2023.
Nella sua relazione – riporta l’agenzia di stampa Ansa -
mons. Varone ha fornito i dati dell'attività dello scorso anno. Sono state 137
le cause decise, con rispettivamente 132 matrimoni dichiarati nulli e 5 per i quali
è stata confermata la continuità di validità. Due processi sono stati
archiviati per perenzione a cagione dell'inattività delle parti. Le cause
pendenti sono 28 in meno rispetto allo scorso anno, passando da 163 a 135.
"Tale decremento del carico delle cause si accompagna
anche ad una diminuzione dei libelli introdotti (109): 4 in meno rispetto al
2021 - ha spiegato mons. Varone -. È ormai da alcuni anni che stiamo assistendo
ad una flessione costante, seppur minima, delle cause incardinate al Teic. Ciò
è dovuto ad una serie di circostanze che non ci possono lasciare impassibili o,
peggio, indifferenti. Per prima cosa la constatazione che la coscienza
cristiana deve essere adeguatamente e correttamente formata, in quanto molti
fedeli pensano che sposarsi o convivere non faccia ormai molta differenza e
pertanto non ravvisano la necessità di inoltrare richiesta di nullità di
matrimonio laddove vi sia la presenza di un precedente vincolo".
La durata media delle cause – riporta l’Ansa - dalla domanda
introduttiva all'esecutività della sentenza, oscilla tra gli 8 e i 24 mesi. Dopo
la notifica, per le cause decise nell'anno e non appellate, sono stati emessi
46 decreti esecutori. A fronte delle cause terminate negli anni passati, sono
stati emessi 78 decreti esecutori.
"In riferimento ai capi di nullità pretesi in giudizio
dalle parti, quello che emerge - ha rilevato mons. Varone - è il sempre più
crescente 'grave difetto di discrezione di giudizio', che raggiunge il 55,15%
dei casi trattati. Seguono a ruota, anch'essi crescenti, la 'esclusione della
prole' col 12,82% e la 'esclusione della indissolubilità del vincolo' col 8,97%.
Costanti i trend per 'esclusione della dignità sacramentale'. Da questi dati
ricaviamo uno spaccato di realtà molto preoccupante; sempre più persone 'sono
incapaci' di gestire relazioni interpersonali e manifestano difficoltà e paura
ad impegnarsi in rapporti specifici quali quelli della coniugalità e della
genitorialità, e vi è sempre meno rispetto della fedeltà, dell'indissolubilità
e della perpetuità del legame matrimoniale. Dati, questi, significativi che
confermano altresì come la conflittualità tra partner, la crisi coniugale e l'emersione
dei disvalori siano ormai elementi sempre più tipici e strutturali della
società odierna. La durata delle convivenze, nelle cause decise nell'anno 2022,
si è ristretta ancora, passando in alcuni casi ad appena 6 mesi - 1 anno, tra
la celebrazione delle nozze e la separazione di fatto".