È organizzato dagli avvocati del gruppo Marianella Garcia e dal Centro comunitario Agape
Invece del carcere è possibile fare un’esperienza di grande
importanza. Per comprendere, ma ancora di più per comprendersi. Per elaborare
l’errore e, se possibile, per non ripeterlo e cambiare dentro. Per capire, a
contatto con le vite degli altri, specialmente quelle più difficili, che
un’altra vita oltre l’illegalità e la devianza è possibile.
Tecnicamente si chiama giustizia riparativa ed è un’occasione
offerta ai soggetti autori di reato di riparare il danno che hanno recato alla
comunità e che si vogliono riabilitare aiutando gli altri e svolgendo lavori di
pubblica utilità. Una opportunità che la riforma Cartabia ha ulteriormente
ampliato ma che nel nostro territorio da tempo la magistratura di Sorveglianza
prevede per i soggetti che chiedono una misura alternativa alla detenzione.
In particolare, con l’affidamento in prova al servizio
sociale, un beneficio che, quando concesso, richiede, oltre all’obbligo
lavorativo e familiare, anche una qualche forma d’impegno verso le vittime del
reato o comunque a favore della collettività.
Un servizio di volontariato che mette gli affidati a contatto
con i più deboli ed i sofferenti (anziani, disabili, poveri) e stimola forme di
riflessione, non solo sull’errore commesso ma anche nella percezione di sé
stessi per mettersi in discussione e recuperare i valori autentici della vita.
Se colui che ha sbagliato entra in contatto con le persone
più deboli non imparerà qualcosa solo da loro, ma anche dall’esempio di chi li
aiuta come volontario. Capirà che per cambiare e non solo espiare una pena,
esistono altri modelli di riferimento, non solo quelli che un tempo si
chiamavano “cattive compagnie”.
Se funziona sarà un elemento -assieme ad altri - per la
magistratura e per il servizio sociale di verificare la reale volontà di
ravvedimento dell’autore del reato e quindi decidere per l’estinzione della
pena. La via della giustizia riparativa richiede un maggiore investimento in un
campo nuovo in cui non sempre i vari attori istituzionali si sentono preparati.
Per funzionare ci deve essere un’adesione convinta
dell’autore del reato e la sua motivazione al cambiamento. Per questo è
importante prevedere una formazione specifica ed integrata di tutti gli attori,
magistratura, avvocatura, operatori penitenziari e di tutti coloro che interagiscono
con questa nuova modalità d’esecuzione penale come il volontariato ed il terzo
settore. Il forum su questo tema organizzato dal gruppo degli avvocati
volontari della Marianella Garcia e dal Centro Comunitario Agape con il
patrocinio del Coa di Reggio Calabria vuole avviare un confronto su queste
tematiche e raccogliere indicazioni su come cogliere al meglio le nuove
opportunità offerte dalla riforma, attivando sinergie e collaborazioni tra le
varie componenti interessate.
L’evento si terrà venerdì 10 febbraio alle ore 16,30 nella Sala della
formazione degli avvocati presso il palazzo della Corte di appello di Reggio
Calabria a piazza Castello e sarà coordinato da Lucia Lipari per gli Avvocati Marianella Garcia.
Dopo i saluti del Presidente dell’ordine degli avvocati Rosario Infantino e del
Tribunale di Sorveglianza Daniela Tortorella, del Sindaco Paolo Brunetti, della
Garante dei diritti dei detenuti Giovanna Russo e della delegata del centro
regionale della giustizia minorile Cinzia Santo, è prevista l’introduzione verso una nuova concezione della pena di
Mario Nasone, Presidente Centro Comunitario Agape. A seguire, le relazioni di
Massimo Canale e Carlo Morace Ocf, rete avvocati Marianella Garcia, su nuove norme e prospettive applicative;
Stefano Musolino, segretario nazionale di Magistratura Democratica, sul ruolo della magistratura; Rosa Maria
Morbegno, Direttore Ussm, su la giustizia
riparativa nel settore minorile; Antonio Galati, Direttore Uepe, su il ruolo del Uepe ufficio esecuzione penale
esterna; Giuseppe Marino, coordinatore regionale Cm, su il ruolo delle Camere Minorili; Luciano Squillaci, portavoce
regionale Forum Terzo settore su il ruolo
del volontariato e della cooperazione sociale.