Nonostante le allarmanti previsioni, a Reggio non è piovuto, ma forse queste chiusure sono figlie di altri problemi.
Tanto tuonò… che non piovve. Neppure una
goccia. Un buco nell’acqua, è il caso di dirlo, l’ordinanza del Comune che ha
deciso, per la giornata di ieri, la chiusura delle scuole, di ogni ordine e
grado, della città di Reggio Calabria a causa dell’allerta meteo arancione
diramata dalla protezione civile. Purtroppo (o per fortuna), neanche una goccia
di pioggia è caduta in città, a differenza di quanto accaduto in provincia,
dove la neve è arrivata anche sui comuni costieri.
È una storia che si ripete: ad ogni allerta
meteo, si decide per la chiusura dei plessi scolastici. Eppure, leggendo le
possibili conseguenze previste dall’allerta meteo arancione, dai danni a
edifici ed attività produttive alle frane, dall’interruzione di strade e
ferrovie all’apertura di voragini, si intuisce che i rischi non ricadrebbero
solo sugli studenti ma anche su tutti gli altri. Le migliaia di persone che, ogni
giorno si recano presso gli uffici pubblici, come lavoratori o come utenti,
perché dovrebbero essere meno tutelate?
I ragazzi che negli anni ’80 e ’90
frequentavano la scuola, mai si sarebbero sognati di saltare un giorno di lezione
per la pioggia o il vento. Il massimo disagio possibile era il traffico
cittadino congestionato dai genitori che accompagnavano i figli a scuola in auto.
Certo, si dirà che sono altri tempi e che gli eventi climatici sono spesso più
violenti che nel passato, ma visti i risultati delle ordinanze degli ultimi
anni, qualche dubbio deve pur essere sollevato.
Giusto dire che, a Reggio Calabria, anche una pioggia intensa può creare disagi, viste le caditoie ostruite e le strade che sono dissestate o che, seppur appena oggetto di manutenzione, vedono il manto saltare come un tappo di bottiglia lasciando buche pericolose per i mezzi in circolazione. Questa situazione, però, esula dalle allerte meteo arancioni o rosse che siano. Piuttosto, nonostante siano stati pubblicati, dalla Città Metropolitana, bandi per la messa in sicurezza degli edifici scolastici (in alcuni casi, i lavori sono già stati conclusi o comunque iniziati), è opportuno dire che le ordinanze di chiusura che si sono susseguite in questi anni sono figlie di una situazione generale delle strutture non proprio rosea. Il tutto, nonostante gli accorpamenti avvenuti negli anni, con istituti divenuti Comprensivi e il conseguente abbandono di edifici scolastici poco frequentati o fatiscenti. Quindi, per tagliare la testa al toro e non correre rischi, ecco che si decide di chiudere le scuole, con evidenti disagi per i genitori che, in questi casi, spesso non possono affidare i figli a parenti prossimi.
Non sarebbe più semplice e civile operare
per mettere a norma i plessi, il sistema fognario e le strade cittadine durante
la lunga bella stagione reggina, senza attendere la prossima allerta meteo?