Ecco il perchè del mancato accordo dopo l'incontro di ieri in Comune
L’incontro di ieri mattina con
l’Assessore alle attività produttive Angela Martino sulla questione
dell’occupazione suolo per lo svolgimento dell’attività di somministrazione si
conclude con una netta contrarietà di Confcommercio rispetto alla posizione
dell’Amministrazione comunale. Anche perché, se negli incontri dei giorni
scorsi si era parlato ed era stata condivisa l’idea di un “congelamento”
temporaneo delle posizioni (almeno 31 marzo) in attesa di realizzare un
“progetto” comune e contestualmente un adattamento del Regolamento comunale
dell’occupazione suolo, oggi la situazione precipita: richieste autorizzazioni con
nuove regole immediate e controlli a tappeto. Tra l’altro mettendo in
difficoltà chi, come Confcommercio, aveva condiviso con gli operatori le
risultanze degli incontri fin qui svolti.
Per il Presidente di
Confcommercio Lorenzo Labate, il Presidente Fipe provinciale Enzo Pennestrì e
il Direttore Fabio Giubilo “Non è possibile immaginare che da un giorno
all’altro, letteralmente, debbano scomparire dehor e pedane sul Corso Garibaldi
e si impongano regole assai stringenti anche fuori dal centro cittadino.
Se condivisibile è il
principio che dopo le deroghe covid si debba realizzare un ritorno alla
normalità che assicuri il giusto decoro alla città, è altrettanto vero che
sulle modalità e soprattutto sulla tempistica, sulla gradualità degli
interventi è fondamentale agire con attenzione considerato che in gioco ci sono
lavoro, sacrifici e investimenti di tanti imprenditori che si trovano
nell’impossibilità da un giorno all’altro di potere ripensare il loro modello
di business".
Per Confcommercio "Ci
troviamo di fronte ad un regolamento comunale sull’occupazione suolo del 2017
che, per responsabilità condivisa degli operatori e degli uffici comunali che
hanno dato negli anni le autorizzazioni, non è mai stato esattamente attuato.
Di fronte ad un errore condiviso non è pensabile individuare negli operatori
gli unici colpevoli. Non è corretto, appunto, scaricare sugli operatori tutti i
costi di una responsabilità condivisa.
L’urgenza di un intervento
che prevede lo smontaggio delle strutture in pieno inverno francamente non si
comprende. Soprattutto dal momento che la stessa norma nazionale, il
milleproroghe di dicembre, prevedendo la proroga della normativa emergenziale e
semplificata sull’occupazione suolo fino al 30 giugno 2023 (adesso in
approvazione la proroga a dicembre), consentirebbe di utilizzare questo lasso
di tempo per realizzare un intervento di complessivo restyling del citato
regolamento comunale.