Il Segretario generale Maria Elena Senese fa il punto della situazione
Sui crediti relativi ai bonus edilizi pare
profilarsi un conflitto fra il Governo e gli enti locali che hanno avviato, o
stanno studiando il modo di farlo come succede in Calabria, l’acquisizione dei
crediti fiscali - scrive in una nota Maria Elena Senese, Segretario generale FenealUil Calabria.
Se così fosse,
purtroppo, non ci troveremmo soltanto di fronte all’ennesimo scontro di
competenze ma dovremmo registrare il rischio di veder crollare un comparto,
quello dell’edilizia, che è sempre stato un asse portante dell’economia
italiana e che, adesso, si trova schiacciato da norme errate, da una
applicazione delle stesse fuori controllo e da un rimpallo di responsabilità davvero
inaccettabile.
Le imprese
finirebbero per fallire sotto il peso di una marcata assenza di liquidità e i
cantieri rischierebbero un blocco che, drammaticamente, si ripercuoterebbe con
immediatezza sulla tenuta economica di migliaia di famiglie e provocherebbe un’emorragia
occupazione difficilmente arginabile.
Sulla
cessione dei crediti, come sottolineato
dal Segretario generale della FenealUil, Vito Panzarella, siamo sicuramente
contrari ad una eccessiva limitazione per questo riteniamo urgente intervenire
per non limitare un meccanismo che può consentire anche ai meno abbienti di
accedere agli incentivi e migliorare la qualità di vita propria e del Paese.
Per questo
aspettiamo che il Governo trovi il modo di dare una risposta strutturale al
problema al fine di sbloccare i crediti ed evitare l’esplosione di una tensione
sociale inevitabile davanti ad un settore fatto di imprese e lavoratori
disperati.
La Calabria,
che ieri ha visto approdare in commissione e immediatamente rinviare una
proposta finalizzata a regolamentare l’acquisizione dei crediti fiscali legati
ai bonus edilizi, è solo una delle regioni italiane che - dopo la provincia di
Treviso - si è mossa su questo percorso che potrebbe essere condivisibile se
partecipato con tutti gli attori sociali interessati.
Quello che
stupisce, invece, è il fatto che le organizzazioni sindacali di categoria - da
sempre esplicitamente in campo per evitare pesanti ricadute occupazionali
legati ad un sistema che si è inceppato bruscamente - non siano state convocate
al tavolo della discussione davanti ai componenti della quarta commissione del
Consiglio regionale.
Riteniamo
sbagliato chiudersi al confronto, profondamente sbagliato non ascoltare le
ragioni del Sindacato che vive, quotidianamente, le preoccupazioni di migliaia
di lavoratori edili in tensione per il futuro delle aziende nelle quali
prestano la loro manodopera e, di certo, potrebbe offrire spunti importanti per
emendare un provvedimento che, sempre che il Governo non decida di mettersi di
traverso, potrebbe rappresentare una boccata di ossigeno per un settore ad
elevato rischio di rallentamento produttivo ed occupazionale.