In una nota il Consiglio ribadisce la sua posizione ad un anno dallo scoppio del conflitto
Ad un anno dall’avvio della
scellerata “operazione militare speciale” che,
dopo essere stata pianificata dal governo russo per «denazificare l’Ucraina»,
adesso rischia concretamente di sfociare in una catastrofe nucleare, la
comunità valdese di Reggio Calabria eleva nuovamente la sua voce per esprimere
il suo profondo turbamento nell’assistere al ritorno della guerra – e dei lutti
e delle devastazioni materiali e morali che essa necessariamente produce – nel
nostro continente, mentre decine e decine di altri conflitti continuano ad
insanguinare anche le restanti parti del mondo.
Da cristiani chiamati ad
essere operatori di pace e di riconciliazione e ad alzare la voce contro l'ingiustizia e la sofferenza, i valdesi reggini rifiutano fermamente
l’idea che la guerra possa rappresentare un adeguato mezzo per la risoluzione
dei conflitti, si dichiarano
decisamente contrari a sovranismi, nazionalismi ed autoritarismi vecchi e
nuovi, condannano ogni violazione dei diritti umani e del diritto
internazionale e sostengono con forza il perseguimento di soluzioni capaci di
mettere al primo posto la salvaguardia della vita e del diritto
all’autodeterminazione dei popoli e delle persone.
Nel condannare
fermamente la guerra di aggressione di Putin e nel
dichiararsi solidale con le sorelle e i fratelli ucraini che soffrono a causa di quest’ennesima guerra, la comunità valdese reggina disapprova altresì
fermamente gli atti e i sentimenti anti-russi,
sostiene con le proprie parole e azioni le persone che in Russia sono disposte
a rischiare per la loro coraggiosa critica alla follia della guerra, prega
affinché a coloro che hanno il potere sulla pace e sulla guerra sia concessa
saggezza e compassione nelle loro decisioni.