«Trattati peggio di Chicago anni '20!».
Riceviamo e pubblichiamo:
Da ieri il nostro piccolo paese di Ortì è al centro dell'attenzione dei media locali, nazionali e, chissà forse anche internazionali. Al momento non abbiamo notizie se anche il New York Times o Le Figaro o altri prestigiosi quotidiani si siano impadroniti della news. "120 denunce a Ortì per truffa legata a percettori di reddito di cittadinanza" "Ortì al centro di una maxi-truffa" "120 furbetti su una popolazione di 500 abitanti a Ortì" "Percepivano il reddito senza diritto" "Ortì: Quasi un intero comune coinvolto". Peggio di Chicago anni '20!
Questa vicenda che ha del grottesco, del tragicomico, ma soprattutto dell'ignobile uso (ignorante e analfabeta) del mezzo stampa, ha una origine tracciabile. I Carabinieri di Ortì (ed è l'unica cosa vera e giusta) hanno compiuto una indagine che si è estesa a tutta la città che ha avuto come obbiettivo l'individuazione di soggetti che, indebitamente hanno percepito e percepiscono ancora questo bonus. All'origine ci sarà stato qualche avventato cronista che ha confuso "di Ortì" con "a Ortì". Di seguito, qualche strillone (in questo caso una parlamentare in cerca di visibilità), ne ha rimbalzato la notizia e subito dopo si è messa in moto l'oliata macchina del tam-tam unificato, a cui si è ormai ridotta la nostra "stampa". Ed ecco che il mostro è stato sbattuto in prima pagina.
Da ieri gli Orticiani per primi, sia residenti sia sparsi per il mondo, hanno scoperto di essere i figli della nuova Sodoma e Gomorra. Senza scomodare troppo gli studiosi di costume e società o gli antropologi, possiamo certamente affermare che, anche da episodi come questi, si misura la serietà e la credibilità di un sistema di informazione che ormai di "libero" non ha più nulla.
B. D.