Don Marco Pagniello fa appello alla comune
responsabilità: servono soluzioni coraggiose e adeguate
Si ha oggi notizia di un tragico naufragio nei pressi di
Cutro, nel Crotonese. Decine di persone sono morte nel tentativo di raggiungere
le coste italiane. Cadaveri sono stati ritrovati sulla spiaggia, altre persone
sono e rimarranno disperse in mare.
Di fronte a simili tragedie, la Caritas Italiana richiama
tutti alla propria responsabilità per trovare soluzioni adeguate di fronte al
fenomeno globale delle migrazioni, che guardino al bene comune e non a
interessi di parte. È purtroppo solo l’ultimo di tanti episodi che ci devono
interrogare. Questo naufragio avviene all’indomani della conversione in legge
del decreto che limita gli interventi di salvataggio in mare. Caritas Italiana
ribadisce l’urgenza di una risposta strutturale e condivisa con le Istituzioni
e i diversi Paesi, affinché l’Italia e l’Europa siano all’altezza delle loro
tradizioni, delle loro radici e del loro umanesimo.
La questione delle migrazioni, della fuga dalla miseria e
delle guerre, non può essere gestita come fosse ancora un’emergenza.
Penalizzare, anziché incoraggiare, quanti operano sul campo non fa che
aumentare uno squilibrio di umanità. La vita è sacra e va salvaguardata,
sempre: salvare le vite resta un principio inviolabile.
Caritas ribadisce l’urgenza di una risposta strutturale e
condivisa sul fenomeno globale delle migrazioni.
Come già il Consiglio Permanente della Cei ebbe a ricordare
alla vigilia delle elezioni, è tempo di scelte coraggiose e organiche, non di
opportunismi, ma di visioni. È tempo che i diversi attori si confrontino per
trovare una soluzione corale e costruttiva, per il bene di tutti. Da parte sua,
la Chiesa continua ad assicurare l’impegno e la disponibilità nell’operosità
concreta e nel dialogo. La bussola, per i cristiani e non solo, restano i
quattro verbi indicati da papa Francesco in relazione alla questione delle
migrazioni: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. L’accoglienza delle
persone che arrivano e arriveranno sul nostro territorio è per noi un fatto
importante, che ci impegna, al di là della discussione sull’opera delle Ong e
del loro ruolo nel mare Mediterraneo.
Caritas Italiana, per conto della Chiesa che è in Italia e
in collaborazione con altre organizzazioni e il Governo, col progetto dei
Corridoi Umanitari pone un “segno”: si possono, dunque si devono, organizzare
vie sicure che evitino i pericoli dei viaggi per mare e che diano prospettive
reali alle persone migranti.
Un pensiero e una preghiera per chi, nelle ore passate ha
perso la vita nel mare e a quanti, sopravvissuti, vivranno sempre segnati da un
dolore che potrà essere lenito solo dalla nostra vicinanza umana.
Don Marco Pagniello - Direttore di Caritas Italiana