Le parole di Franca Milazzo del Centro Donne contro la Vuolenza
di Franca Milazzo* - Oggi
in Europa e in Italia le più alte cariche istituzionali e politiche vedono le
donne protagoniste. In un momento molto difficile per il nostro Paese ed il
mondo, che stanno attraversando tensioni, guerre e situazioni di drammatica
criticità, come l’immigrazione, autorevoli figure femminili emergono facendosi
carico di ruoli di alta responsabilità.
In Europa, la Commissione
Europea, il Consiglio Europeo, la Banca Europea, in Italia, il Consiglio dei
Ministri, il maggiore partito dell’opposizione, la Corte di Cassazione, sono
guidati da donne.
Sembrerebbe, così, che
in Italia sia stato, finalmente, “frantumato” il c.d. tetto di cristallo, che
ha ostacolato, per troppo tempo, la presenza femminile ai vertici delle
istituzioni e della politica.
Ritengo che, al punto in
cui siamo, diventi molto importante ricreare l’unione e la solidarietà tra
donne, termini di cui da qualche decennio si è sentito parlare sempre meno. Salvaguardando,
naturalmente, le sensibilità politiche di ognuna.
Al giorno d’oggi si è
molto indebolita quella coscienza femminile, quell’impegno sociale degli anni
’70, gli anni del femminismo, delle lotte per l’indipendenza e l’emancipazione
delle donne. Siamo nate, cresciute ed educate (e continuiamo ad esserlo ancora
oggi) in un contesto caratterizzato dal peso di un patriarcato estremamente resistente.
Questo, e non solo questo, ci fa generare un antagonismo fra donne senza senso,
che non fa altro che indebolirci.
Ritroviamo, invece, nelle differenze di ognuna, la complicità; ricostruiamo
quell’alleanza che in passato ci ha consentito traguardi impensabili.
Complicità ed alleanza che ci possono consentire di rafforzarci e di costruire,
con il pragmatismo che ci contraddistingue, i presupposti per un nuovo e forte
cambiamento sociale. Guardiamo insieme a tutto quello che non permette alla
nostra Società di essere veramente lo specchio della nostra Costituzione.
Iniziamo puntando gli
occhi alla nostra terra, la Calabria, alle sue città ed ai suoi paesi, che adesso
esprimono tante presenze istituzionali femminili, anche se ancora poche.
Proviamo a cercare insieme
sinergie larghe oltre gli steccati ideologici su almeno due tematiche fondamentali
per la crescita dei nostri luoghi: immigrazione ed autonomia differenziata. Confrontiamoci
sull’immigrazione, anche perché siamo tutti coscienti che per la
conformazione del nostro Paese tentare di bloccarla vuol dire sacrificare vite.
Parliamo dei livelli di accoglienza, di integrazione ed anche di inclusione. Affrontiamo
insieme soprattutto il delicato tema dell’autonomia differenziata, che
non deve diventare un ulteriore scivolamento di un sistema già disuguale. Dobbiamo
evitare di distruggere quel patto nazionale che fino a oggi era chiamato a
rispondere delle disuguaglianze sociali, a garantire i diritti dei cittadini,
gli stessi, per tutti, in
materie importantissime finora totale esclusiva dello Stato, come la tutela
della salute, l’Istruzione, la tutela del lavoro.
Ritroviamoci per
discuterne e buttare le basi per soluzioni che siano assolutamente radicali ed
innovative, considerando le singole nostre sensibilità come elemento di
ricchezza per un democratico confronto.
*Presidente Associazione Ipazia - Centro Donne contro la Violenza – Reggio
Calabria