La nota spiega le motivazioni che hanno portato a questa scelta necessaria
Il Consorzio intercomunale Acquedotto “Vina” – si legge in
una nota - costituito il 31 marzo 1914, garantisce l’approvvigionamento idrico
per i Comuni di Palmi, Melicuccà e per la frazione di Sant’Anna di Seminara da
più di un secolo e, precisamente, dal 15 ottobre 1922, quando venne ultimato ed
inaugurato l’Acquedotto Vina, con l’attivazione della Fontana monumentale della
Palma, in Piazza Amendola. È destinato, tuttavia, a concludere la sua attività,
per effetto della L.R. 10/2022, che ha istituto l’ARRICAL (Autorità Rifiuti e
Risorse Idriche Calabria), quale ente di governo del servizio idrico integrato
e dei rifiuti urbani per l’intero territorio calabrese e del decreto n 9 del
25/10/2022 del Commissario regionale che ha individuato in SO.RI.Cal SpA il
gestore unico per 30 anni, per l’intera Calabria, per la captazione,
l’adduzione e la distribuzione dell’acqua potabile, oltre che delle fognature e
della depurazione, a decorrere dal 1° gennaio 2023. Secondo quanto disposto dal
decreto del Commissario straordinario Arrical n. 9 del 09/02/2023, il subentro
di SO.RI.Cal SpA nella gestione operativa del servizio idrico per i Comuni di
Palmi, Melicuccà e Seminara, è stato fissato per il mese di luglio 2025. È
stato previsto, inoltre, che SO.RI.Cal SpA debba provvedere alla fatturazione e
riscossione in proprio, a far tempo dal mese di ottobre 2023, incassando le
relative somme, pur rimanendo in capo ai Comuni ed agli enti gestori, come il
Consorzio Vina, l’obbligo di continuare ad assicurare l’efficienza del servizio
idrico, assumendone per intero le responsabilità ed i relativi costi e di farsi
carico delle passività pregresse. I costi del servizio non saranno più,
pertanto, coperti dalla tariffa della fatturazione periodica, ma dai
trasferimenti (o dalla ripartizione) stabiliti da SO.RI.Cal SpA che potrà anche
imporre piani di rientro per i crediti derivanti dalle forniture di acqua
all’ingrosso precedenti l’anno 2023, trattenendo le somme relative sugli
importi versati sul conto, diverso da quello della tesoreria del Consorzio,
relativo alla bollettazione da essa gestita insieme con quelli dovuti per le forniture
correnti. Nessuna norma è stata, inoltre, prevista in relazione alla sorte del
personale del Consorzio. Il sistema, così come regolamentato, che prevede il
trasferimento frazionato delle competenze (prima la “cassa” e poi, dopo anni,
la gestione effettiva), addossando al Consorzio i costi che non saranno più
coperti dalla tariffa ma dai trasferimenti, eventuali, riconosciuti da
SO.RI.Cal SpA, al netto delle proprie spettanze, presenta diversi aspetti
critici e non risulta coerente con le disposizioni contenute nel d.lgs.
152/2006, che costituiscono, in quanto materia di legislazione concorrente,
principii fondamentali non derogabili. In particolare, tra l’altro, vengono
disattese le norme che prevedono che il gestore unico debba subentrare sia nelle
attività che nelle passività ed il passaggio diretto ed immediato al nuovo
gestore, con la salvaguardia delle condizioni contrattuali collettive e
individuali, del personale che sia già alle dipendenze del Consorzio, a far
tempo da otto mesi prima dell’affidamento del servizio. Notevoli sono anche i
problemi di compatibilità della normativa regionale con le previsioni del TUEL
(Testo Unico degli Enti Locali), in materia di finanza locale e di contabilità.
L’impossibilità di conoscere gli importi reali relativi ai trasferimenti che
dovrebbe effettuare il nuovo gestore, al netto delle proprie spettanze, si
traduce in una menomazione dell’autonomia finanziaria che, di fatto, impone al
Consorzio e per esso ai tre Comuni consorziati di coprire i costi del servizio
idrico integrato con risorse proprie. Il Consiglio di amministrazione,
recentemente rinnovato, presieduto dall’Avv. Enrico Paratore e composto
dall’Avv Giuseppe Catanese, da Giovanni Costa, dall’ Avv. Valentina Lacapria e
dall’ Avv. Vincenzo Putrino, ha, pertanto, deliberato, così come già il Comune
di Palmi, di impugnare dinanzi del TAR Calabria i provvedimenti del Commissario
straordinario Arrical. “Il nostro obiettivo primario – afferma l’Avv Enrico
Paratore - è tutelare l’occupazione dei dipendenti del Consorzio e di essere
posti nelle condizioni per potere continuare ad erogare il servizio sino a
quando dovrà subentrare il gestore unico, evitando pregiudizi alla cittadinanza
ed ai tre Comuni consorziati, per quanto attiene la gestione finanziaria e la
copertura dei costi. L’attuale normativa, invece, mette a rischio l’equilibrio
di bilancio e l’autonomia finanziaria dell’Ente e ne preclude la possibilità di
programmare e portare avanti le attività, per il periodo transitorio, con il
concreto rischio di compromettere l’erogazione del servizio con tutte le
intuibili e gravi ricadute negative per l’utenza. Ci troviamo, anche - conclude
il Presidente del CdA - nell’impossibilità di effettuare interventi
straordinari ed urgenti sulla rete, atteso che a norma del decreto del
Commissario Arrical n 60/2012, è necessario, per potervi provvedere, ottenere
un’autorizzazione di SO.RI.Cal SpA ed ARRICAL, secondo una procedura specifica
che, ad oggi, non è stata ancora definita”.