Il lancio di palloncini verso il cielo ha concluso la manifestazione con gli studenti
Sono state tantissime le scuole che hanno accolto l'invito delle
associazioni Agape, Pesce Rosso e Libera a vivere un momento di memoria
collettiva di persone che hanno pagato con la vita la violenza mafiosa. Le
prime a raccogliere l'appello sono state l'istituto comprensivo Galilei
Galilei ed il convitto Campanella, le più vicine anche geograficamente
allo spazio di piazza Castello dedicato ad alcune vittime calabresi attraverso
delle opere in legno che sono state restaurate. A seguire il De Amicis, lo
Spanò Bolani, i Licei Vinci e Tommaso Campanella, il Panella Vallauri, il
Carducci, Lazzarini, il Piria, il Fermi Boccioni.
Lucia Lipari vice presidente di Agape dopo avere ringraziato le forze
dell'ordine presenti, ha ricordato che la giornata della memoria che vede la
lettura dei nomi delle vittime innocenti di mafia è nata su input di quei familiari
che non accettavano che i loro congiunti fossero definiti in modo anonimo come "uomini
della scorta" del magistrato ucciso, senza che avessero un nome ed un
riconoscimento del loro sacrificio.
Mimmo Nasone di Libera ha chiesto ai ragazzi di continuare ad approfondire
assieme ai loro insegnanti la conoscenza delle storie di chi ha perso la vita
per mano mafiosa, un dovere da onorare per diventare uomini che rifiutano le
logiche dell'omertà e della indifferenza. Stefania Caracciolo, vice prefetto,
ha sottolineato che la grande partecipazione dei ragazzi a questo evento è un
segno di speranza che le cose possono cambiare se le nuove generazioni si
sentono protagonisti nella lotta contro questo male che soffoca la nostra terra
scoraggiando anche gli imprenditori ha investire per creare lavoro.
Il momento più importante è stato quello della lettura dei nomi delle
vittime calabresi da parte dei ragazzi delle scuole partecipanti e da Adriana
Musella figlia dell'imprenditore caduto nella guerra che mafia ha
dichiarato a chi si oppone ai suoi disegni criminosi.
Un minuto di silenzio è stato dedicato alle vittime del naufragio di Cutro,
anch'essi vittime di un sistema criminale che li sfrutta e che non garantisce
accoglienza e integrazione. Quasi cinquecento i ragazzi che hanno partecipato
portando una ventata di freschezza a questo momento di memoria che diventa
impegno con la scuola che li aiuta a vivere con gli occhi aperti il loro
cammino formativo educandoli alla cittadinanza ed alla responsabilità.