La nota diffusa per mezzo stampa
Il comitato dei quartieri dello Stretto presieduto da Francesco Antonio Labate manifesta grande perplessità rispetto alla nota diffusa ieri dalla Arcidiocesi Reggina in cui si conferma, invece di smentire, la volontà di chiudere il Seminario di Reggio Calabria.
Infatti, si legge nella nota, la Curia intende proseguire nella sua valutazione con l'idea di «ottimizzare forze, risorse umane e culturali»: è il solito ritornello con il quale sono state giustificate tutte le azioni predatorie ai danni della Città e dei Quartieri di Reggio Calabria e dello Stretto. Il Seminario, con l'annesso Istituto Teologico, è un luogo prezioso per la Civitas metropolitana della Magna Graecia, infatti l'unico corso di laurea in lingua italiana che studia l'area del Mediterraneo come luogo di incontro e scambio tra culture e religioni diverse ha sede proprio presso l'Istituto Teologico di Reggio Calabria.
Preoccupante, inoltre, la ricaduta occupazionale che potrebbe avere la scelta di chiudere il Seminario e l'Istituto Teologico. Nelle citate strutture, infatti, lavorano più di 15 persone: che fine faranno?
La nota della Curia di Reggio Calabria non rassicura affatto, anzi viene confermata la volontà di ridimensionare e razionalizzare il Seminario della diocesi con più vocazioni in Calabria. «Chiediamo all'Arcivescovo S.E. Mons. Morrone di esprimersi chiaramente e di dire pubblicamente se è sua intenzione chiudere il Seminario di Reggio e trasferire i Seminaristi a Catanzaro oppure se vuole che il Seminario di Reggio Calabria resti aperto». Per troppo tempo, prosegue Labate, «la Città di Reggio Calabria è stata illusa e abbandonata, spesso da coloro che avrebbero dovuto costituire un faro, una guida. Per questo non è possibile permettersi nessuna ambiguità, soprattutto da parte della Chiesa Cattolica, che sulla strada indicata da Papa Francesco dovrebbe privilegiare le periferie, tra le quali figurano molti quartieri della nostra città metropolitana. Attendiamo, quindi, una risposta chiara di Sua Eccellenza».