Per il Governatore, quello acquistato a Cosenza sarebbe una novità per la regione, ma è in uso al G.O.M. di Reggio dal 2016
Le parole del presidente Roberto
Occhiuto sul robot “Da Vinci”, da poco in uso all’interno dell’ospedale di
Cosenza e presentato come una novità assoluta per la regione, hanno lasciato
l’amaro in bocca a molti reggini. Sì perché, l’evoluto sistema di chirurgia
mininvasiva, che trova applicazione in diversi ambiti, dall’urologia alla
ginecologia, è usato con successo a Reggio Calabria dal lontano 2016. Un
qualcosa che, evidentemente, il Governatore della Calabria disconosceva perché
avrà studiato poco o sarà stato male informato e assistito dai suoi
collaboratori.
Occhiuto ha aggiunto che, grazie all’utilizzo
del sistema robotico, acquistato dall’università con risorse regionali in vista
della nascita della nuova facoltà di medicina a Cosenza, i calabresi non
saranno più costretti ad andare fuori regione per curarsi.
Mettendo da parte i campanilismi
e la sensazione che la guida regionale riservi un occhio di riguardo al
territorio cosentino, la gaffe di Occhiuto mortifica il prezioso lavoro svolto
dai medici reggini del G.O.M. che, grazie a questa tecnologia, hanno effettuato
centinaia di interventi chirurgici, ampliando, nel tempo, la sua applicazione.
Qualcuno ha dimenticato che,
nell’estate 2021, il cardinale Robert Sarah, Prefetto emerito della
Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei sacramenti, tra le tante
alternative possibili, scelse di sottoporsi a un intervento di chirurgia
robotica proprio al GOM di Reggio Calabria, esprimendo, successivamente, grande
apprezzamento per il personale medico e paramedico.
È un bene che, in Calabria, il
robot “Da Vinci” sia utilizzato anche da altri nosocomi e non solo dal G.O.M.
perché l’obiettivo ultimo è migliorare la qualità del servizio sanitario
offerto ai calabresi, ma viene il sospetto che l’annuncio eccessivamente
enfatizzato miri, più che altro, a giustificare la nascita della nuova facoltà
di medicina soprattutto agli occhi di chi l’ha fortemente osteggiata.
Occhiuto ha affermato, infatti, che “si tratta di un investimento che contribuisce a qualificare l’offerta sanitaria e che permetterà ai “Saperi” dell’università di contaminare il sistema sanitario. Peccato che a nessuno, se non a pochi, sia venuto in mente, dal 2016 ad oggi, di proporre la nascita, anzi la rinascita della facoltà di medicina a Reggio Calabria per gli stessi motivi.
Al GOM operano, con serietà e
passione, chirurghi reggini dalla grande professionalità, figli, quasi tutti di
una scuola reggina di chirurgia che fa capo all’indimenticabile e mai citato,
Franco De Maio. Se tanto mi dà tanto, anche
Reggio merita la sua facoltà di medicina, caro presidente Occhiuto.