Il convegno si è svolto presso l'ITT Panella-Vallauri di Reggio Calabria.
La testimonianza di chi ha fatto della
solidarietà verso il prossimo una esperienza pregnante della propria vita, è un importante strumento per
far circolare le idee e socializzarle alle nuove generazioni. Se poi la
testimonianza ha per oggetto il tema della donazione degli organi, la divulgazione diventa indispensabile. La donazione rappresenta
infatti una delle scelte più nobili ed
altruistiche che l’uomo possa pensare
di fare, perché in questo gesto è insita
la volontà di aiutare persone in condizione clinica disperata. Su questo argomento, nei giorni scorsi, si è
svolto presso l’ITT Panella-Vallauri il Convegno Donazione = Ri-dare la vita,
organizzato dal Lions club Reggio Calabria Host insieme ad Aido
e Adisco Calabria.
Tanti gli ospiti intervenuti
all’iniziativa, tra i quali il prof. Nicola Pavone Presidente Aido Regione Calabria, la Prof.ssa
Natina Cristiano, Presidente Lions Club Host e il Dott . Pellegrino Mancini, Direttore Centro Regionale Trapianti
Calabria. Il dott. Mancini ha
relazionato sugli aspetti tecnico scientifici dell’espianto degli organi , fugando
ogni dubbio dei presenti sulle modalità della donazione . Molti
pregiudizi e credenze senza alcun fondamento, specialmente al Sud Italia , ostacolano
infatti la donazione che si attesta ancora su
percentuali molto basse . Interessante anche l’approccio teologico alla
problematica , che vede la Chiesa Cristiana favorevole a questa possibilità offerta dalla scienza per salvare tante vite
umane. Già nell’enciclica Evangelium Vitae, Giovanni Paolo II invitava la comunità
cattolica ad interessarsi alle modalità
delle donazione, atto sublime di solidarietà.
Ma il momento di maggiore commozione della mattinata divulgativa e di studio, è
stato quello delle testimonianze di chi è stato trapiantato e grazie alla donazione degli organi continua a vivere. Testimonianze
forti, dolorose che hanno raggiunto
l’acme al momento dell’intervento di due
genitori reggini che hanno autorizzato
l’espianto degli organi della propria figlia deceduta improvvisamente. Una
scelta difficile senza dubbio, certamente sofferta, ma nella sua drammaticità, contiene in sé l’amore
per la vita e la necessità sia pur inconscia, di sapere che chi muore , possa
continuare a vivere nel corpo di qualcun
altro. Un estremo tentativo di mantenere un legame ideale con i propri cari ,
che rimane inalterato in una dimensione intimistica,
considerato che il trapiantato non può mai conoscere il nome del donatore. Molti gli interventi dei giovani studenti, che
hanno seguito con grande interesse
l’incontro.
La Dirigente Scolastica
Prof.ssa Teresa Marino ha ringraziato i
partecipanti al Convegno, ribadendo l’importanza della tematica trattata , poiché soltanto attraverso una informazione poliedrica e corretta, si può contribuire alla formazione dei cittadini
del futuro.
Raffaella
Imbrìaco