È stato consegnato all'azienda agricola Doria di Cassano all'Ionio vittima di furti e danneggiamenti
Coldiretti Calabria ha consegnato un
trattore all’azienda “Agricola Doria srl” di Cassano all’Ionio. L’azienda era
stata colpita da una serie di furti e danneggiamenti, il 26 febbraio scorso. Il
trattore - ha commentato Coldiretti – è un aiuto, ma anche un simbolo di
tenacia e voglia di ripartire, questo è il messaggio che vogliamo lanciare. Per
questo - aggiunge Coldiretti – occorre denunciare, fidarsi delle forze
dell’ordine e della magistratura per stroncare alla radice questi eventi
delittuosi, reagire con determinazione e non piegarsi ai soprusi.
L’imprenditrice Alessandra Paolini con parole piene di energia e toccanti ha così
commentato: “La
solidarietà ancora esiste. L’ho toccata con mano. È solida, concreta,
palpabile. Ha un nome: Goldoni S80 e in questo caso anche un colore. Arancione.
Simbolo di energia e realizzazione. Accoglienza e incoraggiamento. A pensarci
bene non poteva che avere questo colore. Il 26 febbraio la nostra azienda è
stata depauperata di tutto l’indispensabile per andare avanti. Uno scempio. Un
furto feroce. Un fortissimo shock e la voglia di reagire. Ma lo spettro di
ricordi dolorosi è difficile da tenere a bada. Non posso non dire che il primo
sapore che mi è affiorato nell’anima è stato quello acre della solitudine.
Ancora più pervasivo della disperazione. La solitudine è stato il lugubre
fantasma che mi si è parato innanzi quella mattina in cui provavo a rimettere
in ordine le fila di un discorso di nessun senso e di un futuro di nessuna
certezza. Ho avuto paura della solitudine, più di ogni altra cosa, perché la
solitudine di un imprenditore in un terreno arido è l’agonia peggiore alla
quale possa essere sottoposto, ed io personalmente la ho conosciuta a fondo. Ma
c’è spazio per un'altra storia, una storia fatta di condivisione, solidarietà,
supporto, una storia dove gli sguardi, le parole, le rassicurazioni anticipano
che può esserci un’altra narrazione. Una narrazione dove la nostra ferita è
stata la ferita di altri che si sono attivati per volerla a tutti i costi
curare, sanare, lenire. Non ho ricevuto alcun telegramma formale e ostentato.
Ho avuto sguardi, strette di mano e toni di voce e qualcuno che mi ha detto che
non sarei rimasta sola, per la prima volta ho capito di poterci credere. Adesso
è arrivato in azienda il trattore che ci consentirà di ripartire, sarà comunque
una strada in salita, ma con un cuore molto più leggero. Perché ho vinto
l’unica paura che avevo: quella di ritrovarmi di nuovo sola a interrogarmi che
senso avesse lavorare in un territorio e per un territorio indifferente,
distante se non ostile. Il mio personale grazie si aggiunge a quello
dell’azienda tutta, in ogni singola individualità che la ama e si spende per
essa, ed è un grazie commosso rivolto all’associazione di categoria di cui
facciamo parte, la Coldiretti, che si è stretta intorno a noi per assicurarci
un supporto concreto e importante e ancor più per farci sentire la vicinanza e
la condivisione, fatta di partecipazione al nostro dolore e di sostegno alla
nostra voglia di rivalsa. Al Presidente Franco Aceto, al Direttore Francesco
Cosentini, al direttore generale Unaprol Nicola Di Noia e a tutti gli altri che
hanno voluto e sostenuto la realizzazione di questa azione a sostegno della
nostra azienda va la mia gratitudine per l’importante aiuto presente e ancora
di più per avermi dimostrato che non tutto è perduto, non tutto è scontato e
che la storia non deve necessariamente ripetersi, che la storia è fatta di
uomini e sono il loro impegno e la loro volontà a poter imprimere un corso
diverso agli eventi. Il male non può vincere sul bene, questo è da sempre il
motto del nostro lavoro ed oggi ne abbiamo avuto la prova concreta”.