«Riflettere su una più equa ricollocazione in Ue»
«Nel corso degli ultimi 15 mesi il fenomeno migratorio relativo alla provincia di Reggio Calabria ha assunto dimensioni e dinamiche in precedenza mai registrate con 118 sbarchi e quasi 11mila persone approdate». Sono alcuni dei numeri citati dal questore di Reggio Calabria, Bruno Megale - riporta un'agenzia ANSA -, nel corso del suo intervento alla festa della Polizia di Stato, organizzata al Teatro Cilea per il 171mo anniversario della fondazione del corpo.
«Nel 2021 - ha aggiunto Megali - vi erano stati 65 sbarchi, per un totale di oltre 6000 migranti giunti. Erano 114 nel corso del 2022 con l'arrivo di 9541 persone». Per il questore si tratta di «un impatto importante per le piccole comunità e per i comuni del versante ionico reggino. In media - ha aggiunto - c'è uno sbarco ogni tre giorni. La Questura di Reggio Calabria, competente in via esclusiva in materia di immigrazione, ha profuso un incessante e costante impegno, tanto nelle attività di soccorso e di accoglienza, quanto nel controllo nel contrasto ai trafficanti di uomini. Un rapporto non soltanto operativo, ma anche emotivo, perché durante lo sbarco dobbiamo confrontarci con dolore, sofferenza e paura, diventando portatori di speranza e salvezza, concretizzando così una parte del nostro esserci sempre nella sicurezza e nell'accoglienza».
Tornando ai numeri, Megale ha ricordato che il «commissariato di Siderno, operando congiuntamente alla Squadra mobile e alla Guardia di finanza, ha eseguito quasi un centinaio di fermi di scafisti. Diciassette fermi stati eseguiti solo negli ultimi giorni con la prima applicazione a livello nazionale della nuova normativa introdotta dal cosiddetto decreto Cutro».
A proposito della tragedia consumata a Cutro, Megale ha sottolineato che «se da un lato ha riproposto il fenomeno migratorio nella sua tragica attualità, dall'altro ha evidenziato i limiti di un'efficace politica di accoglienza, frutto anche di un'univoca ondivaga politica europea, finora più sensibile alle istanze di singole comunità statuali, che attenta ad affrontare in maniera organica questo problema. Occorre superare le logiche desuete della Convenzione di Dublino e riflettere su una più equa ricollocazione dei migranti sul territorio europeo, ma anche ritrovare l'unità politica nazionale nel destinare maggiori risorse per le regioni più interessate, attrezzare adeguati e dignitosi luoghi di ricovero temporaneo, aumentare i flussi di migranti regolari attraverso percorsi più snelli e accelerare la tempistica di accoglienza per quanto concerne le domande di protezione internazionale per garantire un dignitoso percorso di inclusione».