Il Bergamotto reggino conquista la Spagna

Autore Redazione Web | gio, 13 apr 2023 20:08 | Bergamotto Spagna Bergamotto-Reggino

Il Bergamotto di Reggio Calabria ha conquistato il cuore degli Spagnoli

Grazie a Robert Fàbregas e a Daniela Colafranceschi per la “especial oportunitat” data al Bergamotto di Reggio Calabria con l’avvio della manifestazione: "Museo degli agrumi d'Italia e in particolare del Bergamotto" che, secondo l’opinione di qualche autorità, potrà dare il via a un Museo Europeo che li rappresenti .

Il Bergamotto di Reggio Calabria ha conquistato il cuore degli Spagnoli, ed ha infatti ottenuto un posto d'onore alla speciale iniziativa culturale che, attraverso una importante esposizione di oggetti, foto e documenti, propone al visitatore la storia e la cultura degli agrumi italiani, il tutto visto sotto l'aspetto economico, culturale e antropologico.

Lo spunto è dato da un viaggio meraviglioso narrato dalla scrittrice inglese Helena Artlee nel suo libro “Il paese dove crescono i limoni”, che racconta l'Italia attraverso i giardini di agrumi, da Nord a Sud.

L'iniziativa è stata voluta e curata dal direttore Robert Fàbregas e dalla Prof.ssa Daniela Colafranceschi e ha visto relatori un’ eccellenza nel suo settore, il dott. Paolo Galeotti, del Dipartimento di Botanica e dell'Archivio di Stato di Firenze e, per il Polo del Bergamotto di Reggio Calabria il Prof. Vittorio Caminiti, figura tra le più competenti in materia di Bergamotto, per la sua conoscenza trasversale dell’agrume più blasonato al mondo.

L’ideatore della manifestazione è Robert Fàbregas, Direttore Generale del “Centro Les Bernardes”, di Girona-Salt Spagna e a seguire, come supervisore per l'esposizione. è Daniela Colafranceschi, amante del Sud, della Calabria in particolare, ammaliata da sempre dal Bergamotto di Reggio Calabria e dalla sua storia, professore ordinario in Architettura del Paesaggio (ICAR 15) presso la Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi 'Mediterranea' di Reggio Calabria, dove svolge attività didattica e di ricerca dal 1991.

 Per capire meglio l’entità e la collocazione dell’evento, iniziamo con il parlare del centro culturale "Les Bernardes", che riapre dopo tre mesi di lavori di ristrutturazione, proprio onorando gli agrumi ed in particolare il Bergamotto di Reggio Calabria. Il centro, un monumentale convento, ora adibito a Museo e Centro Culturale, riapre dopo che ha visto impegnati ingenti investimenti per modernizzare la struttura.

Il centro di Girona -Salt ha accolto la “Paisatges de melodie e profumi” , un approfondimento sulla storia d'italia attraverso gli agrumi, tutto questo grazie al famoso libro di Helena Artlee "Il paese dove crescono i limoni", in cui descrive le storie degli agrumi in Italia, un paese dove queste piante occupano un posto speciale nell'immaginario nazionale. Gli agrumi e i loro frutti, hanno anche riempito le pagine della storia sociale e politica italiana. Gli agrumi dalle forme più stravaganti, sono stati da sempre anche oggetto di culto e di meticolose e maniacali collezioni a cura delle famiglie più potenti del Rinascimento, prima fra tutte quella dei Medici.

Il visitatore che entra all’interno de " Les Bernardes" trova subito una fedele riproduzione di un angolo del Museo del Bergamotto di Reggio Calabria, che è di forte impatto, con foto storiche della vita di coloro che lavoravano nel passato il noto agrume, accessori e attrezzi utilizzati nel passato per la lavorazione del bergamotto. Subito dopo si viene catapultati in un grande salone, suggestivo e misterioso, è l’interno di una chiesa dismessa, la cui abside funge da palcoscenico e l'impatto è forte. Alle pareti, invece di quadri d’arte sacra, fanno bella mostra di sé con tutti i loro colori, i famosi dipinti, di natura morta con agrumi del 1715 di Bartolomeo Bimbi 1648/ 1729.

Una meravigliosa tavola, troneggia al centro della sala, imbandita di tutto punto, con sopra agrumi di ogni specie, fatti arrivare da tutta l’Italia.

Con questa mostra, partono una serie di iniziative tematiche, della durata di un anno; questa degli agrumi, avrà una durata di due mesi ma, visto l'interesse suscitato, si parla di prolungarla a tre mesi. Il direttore di” Les Bernardes”, Robert Fabregas sottolinea che il tutto ha un notevole costo, ed è stato interamente finanziato da"Diputació de Girona". Questo finanziamento gli ha permesso di far curare e organizzare gli spazi "offrendo un'immagine più moderna della struttura.

Tutta l’esposizione, tra un intenso profumo di agrumi, parla dei Medici, i quali hanno avuto una passione per gli agrumi fin dal '400, ma iniziarono a collezionarli solo nel '500 con il granduca Cosimo I de' Medici. Questo collezionismo continuò con tutti i suoi discendenti, fino a quando non si estinse la linea granducale della stirpe con la morte di Anna Maria Luisa de' Medici nel 1743. Con il suo libro"Il paese dove crescono i limoni"., Helena Artlee ha tentato, secondo noi riuscendoci egregiamente, di fare luce sul legame della famiglia Medici con gli agrumi, piante che primeggiavano su tutte le altre nella maggior parte dei giardini medicei. Il lavoro della Artlee vuole anche essere una guida alla scoperta degli agrumi ancora presenti in alcuni di questi giardini. Leggendo questo racconto si scopre, in particolare, la passione per queste piante da parte di Cosimo I e dei suoi figli Francesco I e Ferdinando I, per poi arrivare all'apoteosi di questa 'citromania' con i cardinali Giovan Carlo e Leopoldo, e successivamente con loro nipote Cosimo III, penultimo granduca della famiglia. in questa storia interverranno anche alcune personalità storiche della Firenze del '600 e del '700, tra cui Bartolomeo Bimbi, pittore specializzato in nature morte, Tra le cose esposte si possono scoprire varietà di agrumi antiche e poco conosciute ai più, come il pomelo, il limone cedrato, le lumie, l'arancio amaro, e la 'Bizzarria', chimera nata proprio a Firenze verso la metà del '600 e subito inserita nelle collezioni di agrumi da Ferdinando II.

Uno dei relatori, il dott. PAOLO GALEOTTI , noto per avere recuperato, verso la fine degli anni settanta del secolo scorso, la storia sugli agrumi storici, sia in Italia che in Europa. Paolo Galeotti oggi si occupa di restauro e conservazione di giardini e parchi storici - studiando la letteratura di genere, compresa fra il Quattrocento e l'Ottocento, al dipartimento di botanica e all'Archivio di Stato di Firenze.

Attraverso la botanica e la trattatistica, con solerzia, è riuscito a raccontare come ha fatto a classificare almeno cento agrumi storici, fra varietà e specie, comprese quelle delle collezioni medicee. «Pur non essendo un tassonomo», ha dichiarato Galeotti, «ho rifatto la classificazione e l'ordinamento degli agrumi antichi per documentare la realtà e mettere un po' di ordine nella nomenclatura antica».

Galeotti ha letteralmente affascinato il nutrito pubblico, spiegando quale è il genere al quale appartengono gli agrumi, cioè i Citrus. Le specie originarie riconosciute sono tre: il pummelo (Citrus grandis), il cedro (Citrus medica) e il mandarino (Citrus reticulata). Poi ci sono gli ibridi naturali. Fra le varietà (e specie) riconducibili all'epoca medicea troviamo l'arancio amaro (Citrus aurantium), il cedrato di Firenze (Citrus limonimedica “Fiorenza"), il limoncello di Napoli (Citrus aurantifolia “Neapolitanum"), il pomo di Adamo (Citrus lumia “Pomun Adami”) e la Bizzarria (Citrus aurantium “Bizzaria”). A parte quest'ultima che era scomparsa, le altre varietà non si erano perse, ma diventate anonime nel tempo. Tra gli agrumi che più hanno incuriosito il pubblico, sono stati il BERGAMOTTO DI REGGIO CALABRIA e la BIZZARRIA , quest'ultimo, una novità riscoperta, perchè ormai considerato perduto. Nel 1980 nei pressi di Firenze, Paolo Galeotto, grazie alle ricerche storiche sulle caratteristiche morfologiche degli agrumi storici, è stato in grado di scoprire da un rametto con tre foglioline che apparivano diverse dalle altre la specie perduta: era la Bizzarria, che non si vedeva da un secolo e mezzo nel mondo. Grazie all'innesto, tre anni dopo la nuova pianta fece i frutti e fu la conferma definitiva». Geneticamente è un arancio amaro, a livello morfologico comprende le caratteristiche di tre specie diverse: l'arancio amaro, il limone e il cedro. Il nome di questo agrume, scoperto nel 1644 nel giardino di Villa degli Agli a Firenze, corrisponde all'aspetto inconsueto della sua buccia bitorzoluta. Piuttosto deforme, con tonalità differenti, dal verde al giallo/arancio intenso, a seconda della prevalenza dell'arancio, del limone o del cedro. Ormai quasi tutte le antiche varietà si trovano in commercio, compresa la Bizzarria, che, di fatto, non è mai stata brevettata.

A rappresentare il Bergamotto di Reggio Calabria, è stato il Polo del Bergamotto, aggregazione che mette insieme quattro organizzazioni, tra le più vivaci nella promozione e nella ricerca storico-culturale a trecentosessanta gradi sul Bergamotto, Il bergamotto in gastronomia, nella medicina e nella moda, le quali sono la storica Accademia Internazionale del Bergamotto, il Museo Nazionale del Bergamotto, la Confraternita del Bergamotto e del Cibo Reggino e la BergaModel Fashion Academy.

ha sottolineato che grazie ad anni di impegno, di iniziative e di notevoli sacrifici, il Bergamotto di Reggio Calabria sta diventando un trend assoluto. Dopo essere stato a lungo messo in secondo piano in favore dei prodotti di "sintesi" , questo profumatissimo agrume, più amarognolo che aspro, dall'aroma inebriante sempre di più sta diventando un must in cucina: perfetto per dare un tocco di carattere alle verdure e per rendere speciale la carne, per rendere unici i piatti di pesce, ed è ottimo come tisana e un ingrediente speciale nei dolci. Per non parlare del mondo dei profumi, la nota agrumata nel classico dei classici Chanel N.5 ci dice tutto. Il Bergamotto, sottolinea Caminiti, è un nutriente che mette in secondo piano tutti gli altri tipi di frutti. Ebbene, grazie all’azione trentennale dell’Accademia Internazionale del Bergamotto di Reggio Calabria, si è riusciti a far sì che il mondo abbia riscoperto le proprietà del bergamotto per diversi, salutari e buonissimi motivi.

Al convegno, Vittorio Caminiti ha parlato di Bergamotto di Reggio Calabria, della sua storia, degli impieghi, delle bontà in gastronomia, nella cosmesi, nella profumeria, e dei suoi aspetti nutrizionali e curativi. Da tutto ciò è nato un bel rapporto, con Fàbregas Robert Direttore Generale del Centro Les Bernardes e con la Prof.ssa Daniela Colafranceschi e sicuramente ci saranno futuri sviluppi tra il Museo Nazionale del Bergamotto e il Centro Les Bernardes, una vetrina nel cuore dell’Europa, in una Terra, quella di Spagna, dove la cultura nazionalista e protezionista, a tutela dello loro specilità e peculiarità, è storia nota. Forse il Bergamotto di Reggio Calabria, in mano a chi lo saprà valorizzare, potrà avere una maggiore fortuna e un assicurato riconoscimento. Una buona occasione per prendere esempio da chi valorizza a tutto tondo le bontà del proprio territorio, che ci spinga a considerare di più le qualità e le potenzialità del nostro agrume, il Bergamotto di Reggio Calabria e a fare sempre di più per la sua valorizzazione.


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