La riflessione e le motivazioni della scelta nella nota del Consiglio
La comunità valdese di
Reggio Calabria guarda con grande preoccupazione alle ripercussioni economiche,
sociali e culturali della crisi, in gran parte risultante di altre crisi a
livello europeo e globale, che sta attraversando il nostro Paese e, al tempo
stesso, con altrettanta inquietudine prende atto dell’insufficienza, o
mancanza, di adeguate ed efficaci risposte dei diversi governanti, italiani e
non solo, agli effetti di tali rivolgimenti.
I valdesi reggini
rilevano come questa incapacità, e talvolta il rifiuto, di dare le giuste
risposte alla crisi in corso favorisca di fatto il ripresentarsi di quegli
impulsi xenofobi e razzisti e di quelle tentazioni autoritarie e belliciste che
tutti noi speravamo non trovassero più spazio nella nostra società. In questi
tempi difficili, infatti, soprattutto in Italia riemergono gesti e linguaggi
esplicitamente fascisti e, in particolare, all’approssimarsi della nostra Festa
della Liberazione vengono riproposti discorsi che, manipolando i fatti e
abusando della storia, tentano di attaccare e svilire quei valori della
Resistenza cui si ispirarono le migliaia e migliaia di donne ed uomini -
diversi per appartenenza geografica, sociale, politica, religiosa ecc. - che si
sacrificarono per liberare il nostro Paese dall’occupazione nazifascista ed
aprirgli la strada verso la democrazia.
Proprio per questo,
mentre la guerra imperversa nuovamente nel cuore d’Europa, pure la comunità
valdese di Reggio Calabria sarà presente alla ‘Festa della Liberazione’ a fare
memoria del 25 Aprile, a ricordare con le proprie bandiere della pace che fu
per l’appunto la generazione attiva nella Resistenza a volere scolpire all’art.
11 della Costituzione il ripudio della guerra e l’impegno a perseguire la pace
e la giustizia fra le Nazioni – chiosa la nota del Consiglio della Chiesa
Valdese di Reggio Calabria.