Molti per lavoro sono costretti a ore di fila nei mesi estivi per il traffico
Come ogni
anno, gli imbarchi per l’ attraversamento dello Stretto di Messina vengono
presi d’assalto da decine di migliaia di mezzi civili che tra Esodo e
Controesodo intasano le città di Villa San Giovanni e Messina.
Per via della poca flessibilità di un sistema di attraversamento totalmente
privato, auto di comuni cittadini e mezzi commerciali per il trasporto merci si
ritrovano a creare code chilometriche che oltre a bloccare la viabilità
cittadina ed i relativi servizi, sono pericolose per i passeggeri stessi e
creano un danno alla qualità dell' aria viste le numerose ore di attesa a
motore acceso.
Ma a pagare il prezzo dell’inefficienza di questo sistema sono soprattutto i
Pendolari dello stretto, una comunità di 12000 persone tra forze dell’ordine,
personale sanitario e professionisti commerciali che varcano lo stretto
quotidianamente per lavoro, i quali oltre a sobbarcarsi gli stessi costi dei
turisti senza alcuna agevolazione, Nei mesi di Luglio , Agosto e Settembre
vivono il disagio degli ingorghi, attendendo anche tre ore all' andata e
ritorno per potersi imbarcare ed andare a lavorare.
Al netto di un futuro Ponte, il disagio dei pendolari è un problema presente e
quotidiano ed esige soluzioni immediate.
Una di queste sarebbe il ripristino anche solo 'temporaneo’ del servizio
di imbarco dei mezzi civili dal Porto di Reggio Calabria verso il porto di
Tremestieri ( servizio presente fino a qualche anno fa tramite Meridiano
Lines), le navi ci sono già ma da alcuni anni sono adibite al solo trasporto di
mezzi commerciali. Il ripristino del servizio di trasporto per i mezzi
civili è una soluzione semplice ed immediata che potrebbe aiutare in maniera
incisiva la comunità dei pendolari dello stretto.
In quanto comitato pendolari dello stretto chiediamo all’azienda Meridiano
Lines, unica operante del porto di Reggio Calabria – prosegue la nota - la
possibilità temporanea di imbarcarci sulle loro navi anche con i mezzi civili.
In maniera tale da superare questo difficilissimo periodo di esodi e
controesodi e smistare parte del traffico civile sul porto di Reggio Calabria.
Stiamo vivendo un'emergenza, il nostro diritto costituzionale alla continuità
territoriale, già messo alla prova dalle esose tariffe di attraversamento è
oggi negato ancor di più. Con questa richiesta vogliamo credere che alcune
volte il senso di comunità possa essere superiore alla logica del mero
profitto.