Striscioni sparsi per chiedere più attenzione decoro per i residenti
Il quartiere di
Santa Caterina, stanco di continuare a non vedere realizzate le condizioni
minime di vivibilità, inscena una protesta civile con “drappi bianchi parlanti”
stesi sulle facciate delle abitazioni del quartiere.
Una protesta forte,
civile, democratica, che accomuna i cittadini del quartiere Santa Caterina e
che segna un punto di svolta nelle relazioni tra amministrazione comunale e
amministrati.
Un risveglio delle
coscienze, da troppo tempo assopite; cittadini che vogliono tornare ad essere
protagonisti del proprio presente e guardare al futuro con la determinazione di
chi vuole ridare al territorio quella dignità e quel decoro che anni e anni di
immobilismo politico hanno calpestato.
Cittadini che
sposano l’iniziativa dell’associazione “Noi per Santa Caterina”, organizzazione
territoriale di quartiere sempre disponibile al dialogo e alla collaborazione
con tutti, in particolare con coloro che amministrano la città; operando e
ribadendo sempre, la propria condizione di equidistanza da appartenenze
partitiche, e rifuggendo ogni tentativo di omologazione e compromesso.
Oggi il quartiere non
intende assolutamente accontentarsi più di promesse o di contentini, retaggio
di un modo di intendere e fare "politica" distante anni luce da una
cultura che privilegia la costante ricerca del "bene comune",
prerogativa che l’associazione persegue con convinzione e che sta dando frutti
visibili e apprezzati.
Attraverso la
propria azione l’associazione ha messo a disposizione del quartiere diverse
opportunità: un ambulatorio per la prevenzione delle malattie cardiovascolari,
dell'apparato urogenitale e del tumore alla mammella, avvalendosi del
volontario e del fondamentale apporto di amici medici e infermieri; un doposcuola
per bambini e ragazzi bisognosi di supporto scolastico, anche in questo caso,
con l'aiuto indispensabile di insegnanti che fanno della disponibilità il loro
stile di vita; un frequentatissimo corso di taglio e cucito, che una nostra
socia con volontà e passione ha messo in piedi, e altro ancora, tutto ciò per mettere
in atto una "politica del fare", che guardi ai più bisognosi, a
dispetto delle tante, troppe e inutili chiacchiere alle quali non ci abitueremo
mai.
L’associazione “Noi per Santa Caterina”, fin da subito ha avuto chiaro
che tematiche complesse riguardanti il territorio, necessitano di sinergie e
convergenze per permettere di traghettare il quartiere dall’indifferenza, alla
sana e costruttiva partecipazione; ad un progetto a medio termine, che ribalti
quella insana propensione al pessimismo, al non fidarsi, al non metterci la
faccia.
Comunità parrocchiale, Scuola, Associazionismo costituiscono
l’impalcatura del progetto che si sta facendo carico di raccogliere le istanze
dei cittadini, elaborarne i contenuti e proporne le soluzioni, al fine di
migliorare la qualità della vita del quartiere, secondo il percorso comune
intrapreso, che trova riscontro nel documento unitario presentato ad enti e
agli organi d’informazione.
Essere al servizio
della collettività, senza inutili velleitarismi e sterili protagonismi, costituisce
la stella polare cui guardare, non rattoppando ma intessendo e ricostruendo
quel tessuto sociale oggi purtroppo deteriorato dalla diffidenza dei cittadini
- non sempre a torto - nei confronti della politica e di ogni forma di
aggregazione sociale.
I “drappi bianchi
parlanti” esposti nelle vie del quartiere, riassumono e visibilizzano i disagi
e i disservizi che lo stesso patisce da anni, non dimenticando un richiamo alla
responsabilità degli stessi cittadini, spesso protagonisti in negativo di
episodi di incuria e del non rispetto delle regole. Gli striscioni esposti per
le vie del quartiere, oltre a chiamare ad un maggiore senso di responsabilità
gli abitanti dello stesso, chiedono con forza all'amministrazione comunale, di
attivarsi prontamente, con decisi interventi, mirati al ripristino di una condizione
territoriale dignitosa. Aspetti quali la fornitura regolare di acqua nelle case,
il servizio di raccolta rifiuti e lo spazzamento strade, l’illuminazione, la manutenzione
ordinaria di ogni bene pubblico, dalla disinfestazione di topi e insetti, alla
pulizia dei tombini, passando dalla potatura degli alberi fino alla messa in
sicurezza di sedi stradali e marciapiedi,continuano ad essere le
“perenni urgenze” per le quali con molta amarezza rileviamo che siamo costretti
anche a pagare tasse esose. Come dire: oltre il danno la beffa!
La protesta, quindi,
incarna e urla uno stato di amarezza, che non è rassegnazione, piuttosto, la
necessità e la volontà di fare da sprone a chi ci amministra affinché operi con
maggiore consapevolezza a fronte di risultati evidentemente scadenti, e per sconfiggere
le indifferenze, debellare il fatalismo, per credere in un quartiere migliore
per cui vale la pena lottare – chiosa la nota.