Una tradizione molto antica che vuole essere preghiera di affidamento per la Città
L'Amministrazione comunale di Reggio Calabria come da tradizione anche in questo martedì di settembre ha rinnovato la sua offerta votiva alla Madonna della Consolazione, patrona della città, con una solenne cerimonia in Cattedrale. Di seguito le parole del sindaco Paolo Brunetti:
Eccellenza Reverendissima, Reverendo Capitolo Metropolitano,
Reverendo Clero di questa Chiesa reggina e bovese, a Voi tutti manifesto
l’ossequio filiale della Civica Amministrazione, della Città.
Saluto con gioia e riconoscenza la presenza qui tra noi dei Reverendissimi
Arcivescovi, Vescovi e delle Autorità civili e militari.
Ritempriamo oggi, nel solco della secolare tradizione, la
deferente offerta del Cero votivo alla Madonna della Consolazione.
Un gesto ogni anno che si aggiorna, ripercorrendo la storia…
le speranze di una Comunità.
Una ritualità destinata a rigenerare l’indissolubile legame
tra la Città e la sua celeste Patrona.
In questa Basilica Cattedrale, l’Amministrazione comunale
consegna la propria intramontabile testimonianza di fede e di Comunione.
Per il secondo anno, quale Primo cittadino facente funzioni,
cammino spalla a spalla con la Comunità reggina. Un passo dietro l’altro con la
contezza di non essere il Sindaco eletto dai cittadini e, comunque, consapevole
che l’onorabilità del ruolo deve essere interpretata e vissuta con devozione e
dedizione, alimentando il senso di civiltà e di appartenenza della Comunità.
Maria Santissima della Consolazione, “ECCOMI.
In questi due anni ho lavorato avvertendo il peso delle
responsabilità.
Da figlio Ti ringrazio per avermi affrancato dal rischio di
un cammino solitario ed autoreferenziale, consentendomi, invece, di percorrere
strade e marciapiedi insieme ai cittadini, abbracciando problemi e cogliendo
opportunità per la Città.
Camminiamo con Te, o veneranda Madre, trovando conforto ed
indulgenza.
Eccellenza, prendendo a prestito le Sue parole: “Da soli prima o poi si imboccano strade
senza uscita, insieme si costruisce nella novità creativa e condivisa”.
Lavorare per il bene comune, l’impegno in politica, sono un
modo per vivere l’insegnamento del Risorto.
Sfuggiamo alle populiste tentazioni
di un uso politico del culto religioso che, tradizionalmente, rappresenta il
tessuto connettivo tra l’istituzione ecclesiastica e le popolazioni.
L’amministrazione comunale è fermamente legata all’albero
degli interessi della Comunità reggina: …non ha la cera alle orecchie né gli
occhi bendati!
Sentiamo e vediamo ciò che accade: famiglie che vivono in un
diffuso disagio sociale, lavoratori che rasentano la povertà o che, per sfamare
la famiglia, devono sottostare a condizioni di lavoro precarie o con un
insufficiente livello di sicurezza.
Imperativo il pensiero del Presidente della Repubblica
Mattarella: “Morire sul lavoro è un
oltraggio ai valori della convivenza”.
Dobbiamo lavorare per riconoscere, appieno, la pari dignità
di ogni persona, di ogni lavoratore, anche accogliendo i migranti di speranza,
ricordando il nostro peregrinare alla ricerca di migliori condizioni di vita.
La Repubblica, in ogni articolazione dello Stato, deve consentire “il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di
tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese.”
Nell’Enciclica “Fratelli
tutti”, Papa Francesco scrive: “… il
lavoro è una dimensione irrinunciabile della vita sociale, perché non solo è un
modo per guadagnarsi il pane, ma anche un mezzo per la crescita personale, per
stabilire relazioni sane, per esprimere sé stessi….”
Con questa coscienza e confidenti nella Tua guida Materna,
lavoriamo quotidianamente affinché, entro la fine di quest’anno ed a
conclusione di pubblici concorsi, oltre 130 persone siano assunte da questa
Amministrazione comunale con un contratto a tempo pieno ed indeterminato.
Anche per questa via passa la necessità di soddisfare il
miglioramento della qualità dei servizi comunali e di corrispondere alle
aspettative della Comunità.
E’ su questo che dobbiamo puntare noi tutti, mondo delle
istituzioni e dell’imprenditoria: far sì che l’emigrazione dei nostri giovani
verso altre città o altri paesi per ragioni di lavoro sia una scelta, e non un
obbligo dettato dalla scarsità di prospettive.
Altri risultati fruttiferi, Maria Santissima della
Consolazione, sono maturati in quest’anno…altri arriveranno.
Molti progetti sono in fase di ultimazione, altri in
progettazione ed altri ancora in programmazione.
Si apriranno nuovi ed importanti scenari di crescita e di
sviluppo per l’intera città.
Sarà un autunno molto importante per Reggio.
Si sono spenti i vincoli del piano di rientro del bilancio
comunale. Il futuro si è affrancato dal decennale gravame.
Negli ultimi due lustri questa comunità, amministratori e
cittadini, ha dovuto compiere enormi sacrifici.
Da oggi dobbiamo alzare lo sguardo per un nuovo modo di
governare.
Rendere moderni ed ottimali i servizi pubblici fino a ieri
compromessi dalle ristrettezze dei vincoli di bilancio.
Dobbiamo essere abili utilizzatori delle risorse per il bene
della comunità, per creare opportunità di lavoro e sviluppo, sociale ed
economico.
Dobbiamo migliorare il benessere, recuperare e riqualificare
le aree abbandonate.
Il degrado, spesso, è teatro, purtroppo, non solo di
situazioni di povertà e disagio, ma anche di fatti criminosi ben più gravi.
Perché “il
degrado morale è strettamente legato al degrado ambientale”, come già più
volte ha sapientemente osservato Papa Francesco.
Per i nostri giovani
dobbiamo costruire luoghi – e non solo fisici - di sicurezza, di speranza, di
crescita sana, di confronto e di sviluppo. Luoghi in cui apprendere la
solidarietà verso gli altri, il rispetto per la propria casa e per il pianeta,
ma prima di tutto luoghi in cui non sentirsi abbandonati, né dalla famiglia, né
dalle istituzioni.
La luce di questo Cero squarci le tenebre del malaffare ed
illumini comportamenti legalitari e solidaristici.
Cancella, o Veneranda, ogni forma di soppressione; apri i
cuori di coloro che brandiscono strumenti di illegalità.
Sorreggi quanti ad essi si oppongono; fortifica l’azione
degli uomini e delle donne che ad essi si contrappongono.
Nei confronti delle forze dell’ordine e degli operatori
della giustizia, perenne è la nostra riconoscenza.
Facciamo nostre le
parole del presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Matteo
Zuppi, pronunciate in occasione della recente festa della Madonna della
Montagna di Polsi “Ci vuole resistenza e
amore, quello che ci ricordano i tanti martiri che hanno dato la vita per liberare
chi era prigioniero della logica mafiosa”.
Ripudiamo corruzione, inganni ed abusi. Rigettiamo
l’aberrante e ignobile morsa della ‘ndrangheta, ponendoci come freno
all’illegalità.
La fede Cristiana, il
Vangelo, il Magistero del Papa e dei Vescovi devono sempre di più essere
declinate in scelte ed azioni politiche ed istituzionali per ridurre le
disuguaglianze economiche ed accrescere il livello di inclusione sociale delle
persone.
Di tutte le persone.
Madre, nei giorni scorsi, la necessità di assumere una
decisione importante mi è stata silente compagna.
Assunta la decisione, l’amaranto nostra storia e passione
calcistica è stata salvaguardata: la via è tracciata.
O Madre, grazie per avermi consentito di non cedere alla
tentazione di rispondere a “provocazioni” rispetto ad una scelta maturata in
autonomia e nell’unico interesse della Città.
Le polemiche rimangano fuori dal terreno di gioco.
Gli spalti siano occasione per ospitare l’attaccamento alla
città….alla maglia.
…..Non è da un calcio di rigore che si giudica un
giocatore…Un giocatore lo vedi dal coraggio
……Dall'altruismo e dalla fantasia.
Con piglio vigileremo per assicurare il rispetto delle
obbligazioni dell’accordata decisione.
Oggi auspico la compagnia di tutti coloro che vogliono correre
per traguardare i risultati che già in passato abbiamo saputo conquistare. I campi di calcio hanno riconosciuto a questa
Piazza che gli Amaranto sono tifosi con animo sportivo.
E mi sovvengono, in proposito, gli straordinari valori dello
sport.
Lo sport, il gioco, è il più efficace veicolo dei valori
della solidarietà, della lealtà, del rispetto della persona e delle regole.
Principi fondanti di ogni società sana e strumenti necessari per costruire
competenze trasferibili in altri contesti della vita.
Anche quest’anno, permettetemi di rivolgere il mio pensiero
ai giovani, alle nuove generazioni, a mio figlio… a tutti i nostri figli.
Noi genitori dobbiamo saper fare gli educatori, essere
riconosciuti come testimoni di comportamenti rispettosi di noi stessi e del
prossimo. Non sempre, però, sino in fondo ci riusciamo.
Dobbiamo avere un atteggiamento di apertura, ascolto,
comprensione e rassicurazione.
Abbiamo il dovere di “vivere in e per la famiglia”.
I tempi del lavoro devono coniugarsi con le esigenze
familiari. Anche così si scongiura che
il tempo speso dai nostri giovani con la tecnologia sia troppo prolungato…che
un’abitudine degeneri in dipendenza.
Non troppo chini su una tastiera, su un monitor. Ma ritti su
noi stessi per servici delle opportunità della tecnologia quale fattore di
evoluzione personale, sociale ed ambientale e non già idolatria alla quale
asservirsi.
“L’epoca digitale– scrive Papa Francesco – cambia la percezione dello spazio, del tempo e del corpo. Infonde un
senso di espansione di sé che sembra non incontrare più limiti e l’omologazione
si afferma come criterio prevalente di aggregazione: riconoscere e apprezzare
la differenza diventa sempre più difficile”.
O Madonna, a Te affidiamo la necessità degli uomini di
valorizzare l’uguaglianza di genere ed essere testimoni e non carnefici delle
donne.
La città deve ritrovarsi nei sentimenti di identità,
condivisione e comunità. Solo coltivando e facendo nascere un sano amor proprio
e l'orgoglio di appartenenza alla nostra comunità riusciremo a risollevarci da
ogni difficoltà. Si può cadere cento volte, ma l’importante è rialzarsi. I
reggini hanno la forza e la determinazione per rispondere alle pressioni di chi
vuole il nostro territorio affossato e depresso. Siamo un popolo orgoglioso,
con una dignità indistruttibile. Dobbiamo essere ottimisti e fiduciosi: il
futuro della città dipende anzitutto da noi.
Siamo consapevoli delle tante criticità che persistono, ma
dobbiamo difendere la città di fronte ad ogni tipo di sopruso.
Le
amministrazioni passano….. Reggio rimarrà nei secoli.
E’ bene che i cittadini lancino il cuore oltre l’ostacolo e
denuncino storture o difficoltà che impediscono il vivere civile. L’impegno
rivolto alla comunità deve essere massimo e ciò vuol dire avere rispetto per il
territorio e per le persone. Bisogna esporsi, denunciare, difendere Reggio
perché è qui che dovranno crescere i nostri figli. So quanto possa essere
difficile, ma tutti insieme possiamo e dobbiamo costruire una città libera
dall’arroganza, dalla mafia e da ogni limite che frena lo sviluppo.
Riconosco il fattivo ed amorevole impegno della Chiesa verso
i meno abbienti.
Maria, confesso la profonda ammirazione per gli uomini e le
donne che, per istituto o per volontaria scelta, sono dediti al pubblico
soccorso ed all’assistenza.
O Patrona, permetti ai noi tutti di oltrepassare steccati
ideologici per congiungerci, con l’identità del proprio ruolo, nella sentita ed
unica esigenza di lavorare, all’unisono, per il bene comune di Reggio e dei
reggini.
Con gaudio viviamo il processo di beatificazione di don
Italo Calabrò, fulgido esempio di virtù religiose ed umane. Amico dei poveri,
concittadino tra la gente ed amato dalla gente. Figlio di questa terra di cui
siamo orgogliosi.
Eccellenza, benediciamo
il Suo paterno messaggio di civismo profuso durante l’intervento alla “Consegna”.
Le siamo accanto per la sparuta e stravagante polemica.
“Non ti curàr di lór, ma guarda e passa”.
Patrona, nel volgere delle prossime settimane il mio
Ufficio, non ricercato ma accolto con spirito di servizio, giungerà alla fine.
Un altro anno il Primo cittadino eletto sarà al Tuo
cospetto. Ed io, tra queste sacre mura, ascolterò. Forse parole mai dette che,
chissà, avrei voluto pronunciare fasciato col Tricolore e con il cuore tenero e
palpitante.
Infine, immerso nella Fede e tra i simboli religiosi di
questo sacro luogo, sollecito e rinforzo la mia voce commossa per chiosare: Oggi e sempre, viva Maria!